Ovvero, come il M. Nevio Zanardi e io abbiamo cominciato a parlare di musica

Il Maestro Nevio Zanardi siede davanti a un tavolo ingombro di carte. È estate, siamo nella sua casa di Nervi. «Non amo l’estate», dice. La considera il periodo dell’anno più fatuo. Si rincorre la perdita di tempo, dice. Questo è molto lontano dalla sua natura, dalla concentrazione che la musica richiede.
Eppure è in villeggiatura. In villeggiatura, ma non in vacanza. Ha portato con sé gli spartiti, i libri. Non c’è bisogno di dire che ha con sé lo strumento: non se ne separa mai.
«Da dove cominciamo?» chiede. «Dall’insegnamento» rispondo.
È così che inizia la lunga conversazione raccolta nel libro. Una conversazione sulla musica, sull’arte, sulla vita. Sul lavoro quotidiano e sulla pazienza. Sulla ricerca della qualità.
«Modestia e perseveranza, pazienza: essere, essere davvero e intimamente. E, insieme: Qualità, qualità, qualità», dice il Maestro. Sempre e ovunque. Nella sua visione non esiste il «sembra». Non importa che oggi si dia importanza solo a ciò che appare.
Ai suoi studenti raccomanda pazienza e volontà. «Quando pianti un seme, subito non succede niente. Sottoterra non vedi, non ti rendi conto che qualcosa ha cominciato a succedere. Ci vuole tempo.»
La musica vuole la vita, tutta la vita, non fa sconti. «Devi essere quello che fai, crederci fino al midollo, intensamente, totalmente.»
Nevio Zanardi è senza dubbio un romantico. [s.t.]
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Il libro «Nevio Zanardi una vita per l’arte. L’avventura de I Cameristi», a cura di Roberto Iovino e Stefano Termanini, si trova in libreria e al link:
Presentazione: martedì 10 febbraio 2026, ore 17:00, Biblioteca Berio – Sala dei Chierici, Genova. Ingresso libero.
