Suoni e colori

Il ritratto di Zanardi secondo Roberto Iovino

Nevio Zanardi con Reverberi

«In Zanardi convivono varie anime che formano l’artista: il violoncellista esecutore, il direttore d’orchestra, il didatta, il pittore. Comune denominatore, il bello, la perfezione, in un continuo lavoro di approfondimento e di conoscenza.»

Roberto Iovino, che conosce Zanardi dagli anni del Conservatorio, apre così il suo saggio introduttivo. E racconta un episodio rivelatore.

«Quando molti anni fa provai ad avvicinare mia figlia allo studio di uno strumento, la portai da Nevio. E lui le mise un grembiule, le diede un pennello e una tela e la fece giocare con i colori prima di farle provare il suono di un piccolo violoncello.»

Un approccio originale. Per Zanardi il suono e il colore sono gli strumenti per esprimere le emozioni. Ed è fondamentale che il suono e il colore siano belli.

«Ho sentito più volte Zanardi ripetere ai propri allievi che il fare musica inizia nel momento in cui si emette un primo suono: quel suono deve già essere arte, rotondo, pieno.»

L’attività direttoriale con I Cameristi è stata solo una parte. Il m. Zanardi ha dato vita anche all’Orchestra Under 15, esperienza pilota a Genova: «Zanardi riusciva a farsi voler bene dai ragazzini perché tutti ne percepivano il cuore, la passione. Ma, nello stesso tempo, sapeva essere rigido, severo, perché, sosteneva, con l’arte non si scherza: è una faccenda tremendamente seria.»

Il libro «Nevio Zanardi una vita per l’arte. L’avventura de I Cameristi», a cura di Roberto Iovino e Stefano Termanini, si trova in libreria e al link:

Presentazione: martedì 10 febbraio 2026, ore 17:00, Biblioteca Berio – Sala dei Chierici, Genova. Ingresso libero.