Cosa significa insegnare, secondo il Maestro Zanardi

«La musica è dentro di noi, e se credi che sia quella scritta sul foglio di carta che hai davanti, sbagli. Quelle note che stai leggendo non sono la musica.»
La musica la fai ogni volta che, leggendo le note scritte sulla carta, trovi la tua soluzione per renderle in suoni.
«Ai miei allievi ho sempre detto di cercare dentro se stessi. Non c’è verità, se non arrivando al fondo di se stessi. Finché non trovate una soluzione dentro voi stessi, sarete sempre copia di altri.»
Zanardi ha seguito un metodo semplice. Prima regola: non distruggere. I giovani devono essere aiutati, incoraggiati. Se c’è la volontà, cresceranno. Al principio suoneranno male, faranno mille errori. È allora che bisogna non distruggerli.
Seconda regola: non illudere. La vita del musicista è difficile. L’allievo va coltivato.
Il segreto? «Far diventare gli studenti maestri di se stessi. Se diventa maestro di se stesso, l’allievo porta il proprio maestro sempre con sé.»
I suoi allievi sono numerosi: moltissimi in Italia, otto nel mondo. Canada, Danimarca, Gran Bretagna, Finlandia, Svizzera, Belgio, Olanda, Albania. Una scuola che continua.
«Quante volte mi sono sentito dire: Maestro, lei ci ha salvato la vita!»
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Il libro «Nevio Zanardi una vita per l’arte. L’avventura de I Cameristi», a cura di Roberto Iovino e Stefano Termanini, si trova in libreria e al link:
Presentazione: martedì 10 febbraio 2026, ore 17:00, Biblioteca Berio – Sala dei Chierici, Genova. Ingresso libero.
