“Un anno da mounjou nel cuore dell’Africa. A Bocaranga con il CUAMM” il libro di Nicola Vinassa con Gino A. Torchio, Serel Stefano Termanini Editore, a Chivasso il 5 dicembre 2025, ore 20,30

A CHIVASSO IL LIBRO-DIARIO DI NICOLA VINASSA, MEDICO IN PRIMA LINEA CON IL CUAMM

Venerdì 5 dicembre 2025 la presentazione del libro che racconta dodici mesi vissuti nell’”ultimo miglio” della Repubblica Centrafricana, tra le sfide dell’ospedale di Bocaranga e la forza di un popolo che non smette di sperare.

CHIVASSO – Si terrà venerdì 5 dicembre 2025, alle ore 20.30, presso il Comitato Santa Margherita – Betlemme di Chivasso (in via 3 marzo 1966, n° 43), la prima presentazione del libro di Nicola Vinassa, con Gino A. Torchio, «Un anno da mounjou nel cuore dell’Africa» (Serel International | Stefano Termanini Editore).

Alla presentazione, oltre agli autori e all’editore Stefano Termanini, parteciperà Maria Cicconetti, autrice della premessa e dei versi che accompagnano il diario fotografico pubblicato nella quarta parte del libro. Interverranno per i saluti istituzionali e il dialogo con il pubblico: Claudio Castello, Sindaco di Chivasso; Giuseppe Ferro, Presidente di Medici con l’Africa CUAMM Piemonte; Stefano Durando, Referente di Medici con l’Africa CUAMM Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta.

La copertina del nuovissimo libro di Nicola Vinassa, scritto con Gino A. Torchio, Serel Stefano Termanini Editore

Il libro nasce dall’esperienza di un anno intero (dal maggio 2022), trascorso da Nicola Vinassa a Bocaranga, nella Repubblica Centrafricana, una delle aree più povere e instabili del mondo. Vinassa è partito rispondendo alla chiamata di Medici con l’Africa CUAMM, la prima ONG in campo sanitario riconosciuta in Italia, che opera con l’obiettivo di tutelare la salute delle popolazioni africane stando “con” l’Africa e la sua gente e non soltanto operando “per” l’Africa.
A Bocaranga, dove manca spesso l’elettricità e le strade diventano torrenti di fango, Nicola Vinassa ha lavorato come chirurgo, ginecologo, ortopedico e solo mounjou (l’uomo bianco, nella lingua locale), affrontando con mezzi poco più che minimi le emergenze quotidiane, circondato dalla franca cordialità dei rapporti tra le persone, dalla solidarietà del «ben fare».

«Un anno da mounjou nel cuore dell’Africa» narra la crudeltà dell’indigenza e della malnutrizione, offre al lettore storie di bambini che camminano chilometri per andare a scuola o per sottoporsi a una visita, ma ci dona anche l’immagine dei loro sorrisi, che illuminano la savana. È la cronaca di notti passate a operare alla luce dei cellulari, la riflessione di un occidentale che si dedica a quella che riconosce quale sua missione e si spoglia di ogni certezza pur di riscoprire l’essenziale.

«Seduto sulla “pietra nera” – racconta Nicola Vinassa in uno dei passaggi più intensi del libro, riferendosi a un luogo sacro per la popolazione locale – capivo che il ben d’Africa che provavo inconsciamente davanti all’enormità della savana, altro non era che un richiamo forte, chiaro, prepotente, vitale: alle mie origini, a quelle di tutta l’umanità, un richiamo profondo a essere parte del tutto, in armonia con la natura e con i miei simili, soprattutto i più lontani e dimenticati».

Il coautore Gino Angelo Torchio scrive nella prefazione: «Nicola non è un idealista; è un uomo come tanti, un medico che vive l’insegnamento ippocratico. Il suo desiderio è mettere la propria competenza al servizio dei più vulnerabili. Nicola ha espresso il desiderio di lasciare una testimonianza forte a tutti gli amici che l’avevano sempre sostenuto. Non un romanzo, ma un insieme di pagine scritte in modo semplice, come semplice è lui e come lo è la gente del luogo in cui è stato».

Maria Cicconetti, autrice della premessa e dei versi che accompagnano le fotografie nella quarta parte del libro, aggiunge: «Chi leggerà questo libro non potrà fare altro che ammirare e apprezzare la grandezza di un uomo che ha messo a rischio la propria vita per il bene del prossimo. La sua nobiltà è la qualità dei cuori dei semplici. Da sempre Nicola sa guardare la sofferenza con gli occhi puri di un bambino».

«Nicola Vinassa mi ha raccontato, con la sincera nudità dell’esperienza, di aver desiderato partire per il Centrafrica in un momento di svolta per la sua vita», ha detto l’editore, Stefano Termanini. «Fare il medico significa soprattutto questo, mi ha spiegato Nicola: dedicarsi agli altri. Ci sono posti nel mondo in cui i bisogni di cura sono immensi, dove si rischia di morire a causa di patologie che nell’opulento Occidente sono ritenute banali. In Africa, nel ‘cuore dell’Africa’, come mi ha detto Nicola, la vita e la morte hanno un valore che non è quello che noi attribuiamo loro. Anche il tempo, in Africa, si misura su una scala che ci è estranea: quella delle stagioni e non quella dell’orologio. La povertà è spesso drammatica in queste terre ricche e rapinate da accordi fra grandi potenze, guerre intestine, governanti corrotti. Tutti, però, sorridono, tutti, però, ringraziano. Nel suo racconto, Nicola Vinassa ci restituisce questa serenità del vivere, che a Bocaranga, pur tra mille difficoltà, ha ritrovato e che, per mezzo delle pagine del suo libro, ora vorrebbe ridonarci».

L’AUTORE
Nicola Vinassa, medico chirurgo specializzato in Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso e ortopedico, oggi in pensione, ha lavorato a lungo presso l’Ospedale di Chivasso. La sua vocazione per la medicina al servizio degli ultimi ha radici profonde: già nel 1988, come obiettore di coscienza, trascorse 27 mesi in Tanzania. Dal 2001 ha collaborato con il gruppo Ortho CUAMM, con missioni in Etiopia, Tanzania e Uganda. Nel 2022 la decisione di partire per un anno a Bocaranga. Vegetariano e amante della natura, vive a Chivasso presso Casa Betlemme, comunità di vita e accoglienza per famiglie in difficoltà.

Il ricavato della vendita del libro sarà destinato ai progetti di Medici con l’Africa CUAMM in Repubblica Centrafricana.

Il volume è disponibile in libreria e sul sito dell’editore: www.stefanotermaninieditore.it

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