Filomeno Lopes, “Cambiare Paradigma. Autenticità africana tra filosofia e geopolitica”, Serel Stefano Termanini Editore (ISBN 9788889401-941)

23,00  Iva inclusa

In un mondo sempre più interconnesso eppure diviso, Filomeno Lopes ci invita a ripensare il ruolo dell’Africa e degli africani nella storia e nella filosofia. Attraverso una riflessione profonda e appassionata, l’autore esplora i temi della responsabilità teorica, della rottura epistemologica e della necessità di un pensiero autoctono africano.

Description

«E se ci sbarazzassimo degli africani e dei neri dal Pianeta Terra?».

Non è una provocazione gratuita quella che Filomeno Lopes ci lancia dalle pagine di questo libro. È quanto emerge, nudo e crudo, dalla gestione della pandemia, dalla guerra in Ucraina – quanto può essere diverso viverla dal raccontarla? –, dai morti affogati lungo le rotte della speranza nel Mediterraneo, contati come voci di inventario.
Interprete di una saggezza antica, l’autore apre la porta dello Djemberem, la capanna del colloquio dove gli anziani discutono i problemi del villaggio, e invita i suoi lettori a sedersi attorno al fuoco. Mettiamo da parte lo sguardo di chi osserva da fuori: proviamo a parlare tra africani, senza escludere chiunque voglia parlare e ascoltare, privo di pregiudizi e con coscienza.
Al centro c’è una frattura necessaria. L’hanno chiamata «rottura epistemologica»: smettere di pensare con le parole degli altri, uscire dalla prigione del mimetismo culturale. «È arrivato il tempo della responsabilità teorica», scriveva Paulin Hountondji.
Cambiare paradigma ci invita a rileggere Cheikh Anta Diop, che dimostrò l’origine africana della civiltà egizia, e Amílcar Cabral, che trasformò la lotta per l’indipendenza in un atto di consapevolezza filo- sofica. «Chi controlla l’immagine di un popolo – ci ricorda l’autore – controlla anche la stima che quel popolo ha di sé stesso».
Filomeno Lopes discute l’ipocrisia occidentalistica, osserva che l’Africa resta esclusa dai tavoli dove si decide, relegata a «eterna infanzia dell’umanità».
Riflettere e giudicare sono un (necessario) punto di partenza. Ma poi, anzi subito dopo, occorre agire. Questo libro indica una strada: «osare inventare l’avvenire», come fecero i leader della concp. Costruire un pensiero che scaturisca dalla propria terra. Camminare verso quella «vita vera» di cui parla Roberto Mancini.

Introduzione di Cinzia D’Auria, postfazione di Benedetta Di Nicola.

 

Filomeno Lopes, africano di origine bissa-guineense, è filosofo, giornalista e scrittore. Ha conseguito un dottorato in Filosofia e Scienze della Comunicazione Sociale, vive a Roma e lavora come giornalista per Radio Vaticana. Si è dedicato in particolare allo studio delle filosofie e religioni tradizionali africane. Tra le sue numerose opere: Filosofia intorno al fuoco. Il pensiero africano contemporaneo tra memoria e futuro (emi, 2001), Il cerchio si apre. Cercu iabri. Per un progetto di riconciliazione tra i popoli (emi, 2002), Filosofia senza feticci. Risposte interdisciplinari al dramma umano del xxi secolo (Edizioni Associate, 2004), E se l’Africa scomparisse dal mappamondo? Una riflessione filosofica (Armando, 2009), Dalla mediocrità all’eccellenza. Riflessioni filosofiche di un immigrante africano (Edizioni sui, 2015), Non amo i razzisti dilettanti (Castelvecchi, 2020), Per una democrazia post-razziale, con Roberto Mancini (San Paolo, 2021), Amílcar Cabral. Un ponte fra Italia e Africa (Castelvecchi, 2024).

Il suo approccio interdisciplinare lega filosofia, storia, cultura e attualità politica e sociale. Tiene regolarmente seminari e conferenze su temi legati alla filosofia africana, alla cultura e alla storia, in collaborazione con università e centri culturali.

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