“Foglie Vento Sabbia. L’incantata leggerezza del cosmo nell’opera di Luisella Carretta”, a cura di Simonetta Spinelli (ISBN 9788889401-552)

20,00  Iva inclusa

L’itinerario artistico e poetico di Luisella Carretta in un volume, a cura di Simonetta Spinelli, diviso tra Riflessioni, Memorie e testimonianze e Immagini.

Descrizione

Montreal,12 ottobre 1993
…ecco per te un piccolo ma tangibile ricordo. Una foglia rossa raccolta nella foresta di Nominingue. Era come entrare nel vero corpo della foresta. così potrai immaginare cosa è stato per me camminare in un colore come questo. E’ stato come un fuoco, splendido ma effimero…

3 agosto 2001, Gaspè
Nella sabbia il mondo. Conchiglie, bianche e scure, alghe sottili, piume, frammenti di rami consumati, alberi bruciati. Rocce, acqua e sabbia. Luce forte e nuvole bianche. La pelle vibra nel vento teso

da Luisella Carretta, Non volevo vedere l’orso (2002)

 

 

 

 

 

 

 

Hanno scritto, nel volume, su Luisella Carretta:

Silvia Ballerini
È nata e vive a Genova. Le sue giornate sono prevalentemente scan-dite dagli impegni lavorativi e dalla cura della famiglia, ma ha sempre fermamente cercato, fin da quando era ragazza, di dare spazio al suo grande interesse per l’arte figurativa e in particolar modo per l’acquerello. Nel corso degli anni abbandona progressivamente i temi figurativi dedicandosi all’uso del colore. Attraverso la sua fluidità, ha avviato un percorso di ricerca non soffocata da alcun pregiudizio al fine di dare voce alla complessità dell’io.
Ha appreso e perfezionato questa tecnica seguendo fin dal 1990 i laboratori organizzati da Luisella Carretta che è stata non soltanto un’attenta insegnante, ma soprattutto una sincera e affettuosa amica che le ha lasciato un grande insegnamento: non perdere la propria unicità.
Curiosa ed estroversa, coinvolge in questi laboratori le persone a lei care e proprio in uno di questi incontra suo marito Maurizio facendogli riscopre l’amore per la fotografia.
C’è un colore che è sempre presente nel suo mondo: il blu e le sue infinite sfumature come quelle del mare che spesso è rappresentato nei suoi acquarelli.

Angela Biancofiore
Sono un’artista, dipingo e scrivo saggi sull’arte e la letteratura; mi interesso al mondo dei segni, la mia ricerca pittorica è incentrata sull’ori-gine della scrittura. Insegno e abito in Francia, dove sono professore ordinario di Italianistica presso l’Università Paul-Valéry di Montpellier.
Da oltre dieci anni le mie ricerche universitarie sono orientate verso l’ecocritica, una disciplina che esplora il rapporto tra arte, scrittura ed ecologia; in particolare, credo nella stretta connessione tra ecologia interna ed esterna nell’ambito di una visione del mondo fondata sull’interdipendenza e sulla non dualità. Ho avuto la gioia di collaborare per varie mostre e seminari con l’associazione Le arie del tempo diretta da Luisella Carretta.
Ho pubblicato di recente,_insieme a Clément Barniaudy, il volume Re-storying Mediterranean Worlds New Narratives from Italian Cultures to Global Citizenship, Bloombury, New York, 2021.
Dirigo dal 2011 la rivista web NotosEspaces de la création: Arts, Écritures, Utopies (https://notos.numerev.com/) e coordino il gruppo di ricerca internazionale sulla Cura: Théories et pratiques du Care (https://tepcare. hypotheses.org/).

Donatella Bisutti
Nata a Milano, vive a Genova. È poetessa, scrittrice, operatrice culturale, giornalista, traduttrice. Come poetessa ha pubblicato una decina di raccolte poetiche tra cui ricorderemo Inganno Ottico, Colui che viene (pubblicato anche in Belgio con il contributo della Commissione Europea), Rosa Alchemica, Un amore con due braccia, e il più recente Sciamano, che le hanno valso premi importanti come il Premio Montale, il Premio Lerici Pea, il Premio Camaiore, il Premio Alda Merini. La sua poesia, in volume, in riviste e in antologie, è tradotta in numerosi Paesi e in varie lingue, tra cui l’arabo e il giapponese. Recentemente è uscita per le edizioni del PEN Club di Vienna la sua raccolta Rosa Alchemica in traduzione tedesca ad opera di Franziska Raimund. Ha partecipato a numerosi festival e readings internazionali, tra cui il Festival di Dubai e la Columbia University, ed è stata ospite all’estero di Istituti Italiani di Cultura anche per la Settimana della Lingua Italiana e di importanti residenze di scrittura. È Fellow della Bogliasco Foundation con cui collabora. Ha pubblicato con Bompiani il romanzo Voglio avere gli occhi azzurri. È autrice di numerosi libri per bambini, usati anche nelle scuole: L’albero delle parole, Le parole magiche, La poesia è un orecchio e il recente Parole per la testa! (tutti Feltrinelli Kids) e Storie che finiscono male (Einaudi Ragazzi). Come divulgatrice di un nuovo metodo di approccio alla poesia è famosa soprattutto per il suo saggio La poesia salva la vita (Saggi e Oscar Mondadori, ora Tascabili Feltrinelli). Ha fondato le riviste interdisciplinari Poesia e Spiritualità e Poesia e Conoscenza e ha recentemente pubblicato un Manifesto della Nuova Poesia Umanista. Ha tradotto La memoria e la mano di Edmond Jabès e Estratti del corpo di Bernard Noёl per Lo Specchio Mondadori e La caduta dei tempi, sempre di Bernard Noёl, per Guanda. Ha curato l’edizione postuma di Fernanda Romagnoli, Il tredicesimo invitato e altre poesie, per Scheiwiller. Ha appena pubblicato un libro di aforismi dal titolo Ogni spina ha la sua rosa, ediz. Pendragon, con disegni di Luciano Ragozzino, premio TorinoSintesi.

Virginia Cafiero
Il lavoro artistico di Virginia Cafiero prende avvio da una riflessione sull’uso specifico di piante, erbe, fiori e da conoscenze scientifiche del regno vegetale.
L’artista crea impasti con meticolosa pazienza attraverso un attento recupero di cellulosa messa a macerare nell’acqua, che unita ad elementi vegetali, modella in sottili forme irregolari, dalle ruvide superfici e dai colori naturali.
Virginia Cafiero restando fedele alla sua impostazione di lavoro ed alla propria concezione di ricerca, da molti anni si è avvicinata alla cultura giapponese, approfondendo vari temi, dallo studio delle tradizioni, agli haiku, ai tessuti e alla carta. L’artista rielabora nelle sue opere questo mondo affascinante e misterioso. Nascono così “racconti visivi” ricchi di poesia. Attenta alla composizione e all’essenzialità delle forme e dei colori, con la sua creatività, riesce a mantenere l’armonia e la raffinatezza propria di questa cultura. Con l’uso dei filtri del tè nascono eteree installazioni, nei ricercati kimono inserisce con eleganza e delicatezza fiori, sinuose carpe e paesaggi. Nelle precise piegature degli origami fa rivivere questo mondo che sembra essersi fermato nel tempo, ma che esiste e palpita di vita.

Antonella Carretta
È nata a Genova il 22 gennaio 1975.
Impiegata amministrativa per professione, amante di qualsiasi forma d’arte per passione, scrittrice per caso…

Viana Conti
È critico d’arte contemporanea-saggista-curatrice-giornalista-tradut-trice. Collabora dal 1976 al 1985 con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Genova, per cui coordina, nel novembre del 1980, il convegno Sapere e Potere (due volumi Multhipla edizioni 1984), curandone gli Atti, frequentando, tra gli altri, J. Baudrillard, A. Fontana, J.F. Lyotard, L. Marin, J.L. Nancy, P. Virilio. Traduce per Costa & Nolan il testo di Maurice Blanchot in morte di Michel Foucault (Michel Foucault come io l’immagino, 1988); traduce per Il melangolo Jean-Pierre Giovanelli – Una poetica dell’essere di Jean-Paul Thenot, 2006. Per Politi edizioni è autrice di Short Memory Painting, 1982; per Le mani editore è autrice di Arte e intelligenza emotiva (italiano/inglese, 2009); per Mimesis/Eterotopie cura Pratiche discorsive su Arte e Filosofia, 2021; per Vanilla Edizioni è autrice di Interferenze Veneziane, 2022. Dagli anni Ottanta è consulente e collaboratrice, con Heidi Saxer, della Fondazione svizzera per la Cultura Pro Helvetia, con sede a Zurigo, come curatrice di mostre d’arte contemporanea. Collabora, a tutt’oggi, con il Museo Comunale d’Arte Moderna Ascona e con la Fondazione Monte Verità. Cura nel 2017, con Mara Folini, direttore del Museo Comunale d’Arte Ascona la mostra-convegno Arte e Perturbante/Die Kunst und das Unheimliche, invitando, tra gli altri, l’artista Jane McAdam Freud (pronipote di Sigmund e figlia del pittore Lucian Freud) e il filosofo Mario Perniola. È commissario di selezione, per l’Europa, della Bogliasco Foundation Arts & Humanities, è stata, per alcuni anni, commissario di selezione per l’arte contemporanea di Sala Dogana-Giovani Idee in Transito-Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura del Comune di Genova. Nel 1993, Achille Bonito Oliva, curatore della XLV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, la nomina commissario della sezione Transiti-Parabilia-Poesia Visuale in cui presenta: Balestrini, Carrega, Miccini, M. Oberto, F. Vaccari, Vicinelli. Innumerevoli sono le monografie d’artista, i cataloghi d’arte, nazionali e internazionali, i saggi introduttivi, le postfazioni, le traduzioni, pubblicati per Alinea, Benteli, Costa & Nolan, De Ferrari, Electa, il Canneto, il melangolo, Kappa, Le Mani, Mucas il Museo del Caos, Mondadori, Multhipla, Neos, Nuova Prearo, Scalo Books & Looks, Skira, sovente con il contributo della Pro Helvetia Fondazione Svizzera per la Cultura.
Nel marzo 2020, durante la pandemia da Covid 19, è stata discussa, in remoto, all’Università degli Studi di Genova, Istituto per l’Arte Contemporanea, anno accademico 2018-19, la tesi di Laurea, sull’attività di critico d’arte di Viana Conti «In una rete di linee che si intersecano» con relatore Paola Valenti, correlatore Leo Lecci, candidato Maria Rosa Mammoliti.

Carolina Cuneo
È nata a Genova dove vive e lavora. La passione per l’arte l’ha guidata ai laboratori artistici di acquerello e collage di Luisella Carretta diventando prima sua amica ed in seguito complice nelle performance. Nello stesso tempo si è innamorata della fotografia ed ha iniziato il suo percorso fotografico, da sola, affiancandosi e dialogando stabilmente con alcuni grandi fotografi del suo tempo._Le sue opere sono state esposte da Arles a New York, da Reggio Emilia a Montreal._La ricerca di Carolina si concentra, da un lato, sul rapporto tra la natura e la spiritualità umana, e dall’altro, sull’identità e sulle relazioni che la definiscono e la amplificano._Dal 2019 è presidente del collettivo internazionale di fotografi creativi Optim’Art con sede in Francia.

Andrea De Pascale
Archeologo, funzionario dei Servizi Educativi dei Musei Civici di Genova.
Laureato in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo archeologico presso l’Università di Genova, ha conseguito nello stesso Ateneo un Dottorato di Ricerca in Scienze Storiche e all’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa un Master di II livello in Responsabile della mediazione culturale e dei servizi educativi nei contesti museali.
Ha operato in progetti di ricerca archeologica in Italia e in Turchia, con particolare attenzione allo studio dell’interazione Uomo-Am-biente. Autore di oltre duecento pubblicazioni, pone particolare impegno nella divulgazione scientifica. In tale ambito cura dal 2006 alcuni eventi per il Festival della Scienza di Genova e ha realizzato diversi articoli per le riviste «Archeo», «Medioevo», «Meridiani» e «Il Giornale dell’Arte». All’attività scientifica ha affiancato per molti anni una produzione artistica (pittorica e installazioni site-specific) lavorando sul dialogo Arte e Scienza.

Yves Gonthier
È artista della Gaspesie, una regione del Quebec; egli intende mantenere un forte contatto con il suo territorio, nel quale ha conquistato grande rilievo per le sue attività.
Le sue opere vogliono entrare in relazione con l’ambiente. Artista multidisciplinare, la fotografia fa parte del suo processo creativo. La sua attività artistica lo porta a Toronto, Praga, Genova, Bruxelles. Espone alla Tate di Londra, alla Neue Nationalgalerie di Berlino e alla Biennale di Venezia nel 2015.

Carla Iacono
Artista visuale, vive e lavora a Genova, utilizzando diversi media (fotografia, collage, scrittura e installazione). Il suo lavoro analizza principalmente i riti di passaggio, momenti evolutivi in cui si colloca lo sforzo per raggiungere la propria identità.
Da alcuni anni affronta il delicato argomento della strumentalizzazione delle differenze culturali, arricchendo la propria ricerca con riflessioni sulle difficoltà di dialogo. Significativa per questa tematica è la serie fotografica Re-velation: lavoro ancora in progress. È stata in tour da ottobre 2017 a fine 2021 in vari musei e luoghi d’arte italiani, tra cui i Musei Diocesani di Genova, Trento, Caltanissetta, Catania e Cuneo, il Museo del Duomo di Fidenza, il Castello Chiaramontano di Mussomeli, il Battistero di Velate a Varese, Palazzo Bonaguro a Bassano.
Affascinata dalle contaminazioni tra immagini e testi, Iacono ha pubblicato vari libri illustrati con fotografie e collage. Suoi lavori sono presenti in collezioni pubbliche e private e pubblicati in numerosi cataloghi di esposizioni in Italia e all’estero.
Quella di Carla Iacono è un’arte di segno “concettuale” che utilizza un misto di sogno, ironia, ambiguità e fantasia per “svelare” frammenti di memoria o d’inconscio che riaffiorano in forma visibile dalla profondità dell’invisibile.

Emilia Marasco
Docente di Storia dell’Arte Contemporanea e di Scrittura Creativa all’Accademia Ligustica di Belle Arti, istituzione che ha diretto dal 2002 al 2010.
Fondatrice di Officina Letteraria, associazione che dal 2012 organizza corsi di scrittura creativa a Genova. Ha scritto diversi romanzi pubblicati da TEA, Mondadori, Il Canneto. L’ultimo titolo è L’estate ci scalderà (Il Canneto), una storia in cui l’arte ha un ruolo importante.

Flavia Motolese
Laureata in Storia dell’Arte presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Genova, è curatore e critico d’arte. Si è occupata di organizzare mostre di artisti nazionali ed internazionali, tra cui Studi per paesaggio mentale di Dino Bedino in collaborazione con Archimuseo Adriano Accattino Museo della Carale, Antonio Guccione Portofino di Antonio Guccione, Fermare l’istante e Fotografie di sculture effimere di Karl-Heinz Hinz, Reliquiari d’architettura di Carlo Merello, Sempre novant’anni – mostra antologica di Rodolfo Vitone e la prima esposizione internazionale di Black Light Paintings in Italia, in collaborazione con la Fondazione Mario Agrifoglio e con la partecipazione del Gruppo mid. Tra il 2013 e il 2016 firma testi critici per la rivista culturale Satura arte letteratura spettacolo. Collabora con diverse testate, tra cui «Exibart» e il magazine internazionale «amarta», per cui realizza, nel 2018, un’intervista a Vanessa Beecroft. Nel 2020 cura i testi per la mostra Le stanze le opere di Piergiorgio Colombara presso il Museo Civico Medievale di Bologna, nel 2021 è co-autrice del volume di critica Profili d’artista. Percorsi d’arte contemporanea.
Presenta una selezione di artisti in un evento collaterale alla 56a Esposizione Internazionale d’Arte presso il Chiostro dei Frari di Venezia e, dal 2015, è co-curatore della Biennale di Genova, che coinvolge numerose sedi museali, istituzionali e private nel capoluogo ligure.
Negli ultimi anni, si è dedicata, in particolare, allo studio e all’analisi dell’opera di Stefano Grondona (1952-2019). Attualmente, è impegnata con Mario Napoli nello sviluppo del progetto La Casa degli Artisti Liguri Contemporanei che si propone di valorizzare gli artisti liguri che hanno inciso nella storia dell’arte contemporanea a livello regionale e nazionale.

Maurizio Olita
È nato a Genova nel 1967. Dopo aver completato la sua formazione in campo tecnico ed economico, si è sempre più interessato all’arte dopo aver ultimato un tour dell’Austria.
Ritornato a Genova, dove vive e lavora, ha cercato di ampliare le sue conoscenze in materia aderendo alle iniziative di alcune associazioni culturali fino a frequentare con continuità i laboratori tenuti da Luisella Carretta.
Inizialmente l’attenzione si è soffermata sull’approfondimento della pittura astratta per poi passare, attraverso l’esercizio pratico, alla conoscenza di alcune tecniche pittoriche, quale l’acquerello, applicate alla ricerca figurativa.
Cercando di mantenere sempre viva la sua formazione tecnica è passato negli ultimi tempi ad indagare la realtà attraverso la fotografia digitale e l’utilizzo della videocamera.

Viola Pagliano
Sono genovese e ne sono orgogliosa ma con nonna tedesca e nonno francese perciò anche europea e anche di questo sono orgogliosa!
Mi considero un’artista in quanto, fin da piccola, sono stata sempre a contatto con il mondo dell’arte in tutte le versioni e ne ho assorbito la bellezza e la sensibilità. Mia madre era una cantante lirica e mio padre aveva una galleria d’arte moderna a Genova in via dei Santi Giacomo e Filippo, e poi fu mobiliere raffinato.
Ho frequentato il liceo artistico e l’Accademia e ho trascorso un periodo bellissimo a Parigi, alla Sorbona.
Nei favolosi anni ’60, ho partecipato a molte mostre collettive, alcune importanti come la Biennale di Verona, con premi e segnalazioni; una personale a Zurigo, organizzata dalla ditta che mi commissionava disegni per la sua seteria, e un’altra a Rapallo. Ero parte del famoso Gruppo Studi di Sampierdarena, nel quale ho lavorato e studiato, con mostre e interventi: quello è stato un periodo fondamentale per la mia formazione.
Ho vinto il concorso per l’insegnamento dell’Arte nella scuola media, e, superato l’esame di Stato, ho intrapreso la carriera scolastica. Così, per trentacinque anni sono stata a contatto con i giovani e ho cercato di trasmettere loro la bellezza della storia dell’arte e dell’espressione personale nei loro lavori. Mi considero un po’ talent scout: ho scoperto personalità artistiche e le ho incoraggiate ad emergere, alcune con grande successo.
Ho sposato nel 1965 Rodolfo Lolli Ghetti, un ingegnere anche lui amante dell’arte, soprattutto di musica e architettura, col quale per quasi 50 anni ho condiviso viaggi, esperienze e momenti di vita bellissimi, come la nascita di nostro figlio Marco nel ’68.
Ora, ottantenne, continuo a essere sempre a contatto con il mondo dell’arte nei limiti delle mie possibilità fisiche, ma sempre con tenacia e felicità.

 

Alessandra Russo
Nata a Genova, dove vive e lavora, è cresciuta in un ambiente piuttosto anticonformista e ricco di stimoli. I genitori, infatti, collaboravano attivamente e stabilmente fin dai primi anni del dopoguerra alla rivista «Il Gallo», una voce di “dissonanza” nell’ambiente culturale genovese del tempo. Ai bordi dell’adolescenza scopre la poesia leggendo le liriche di Antonia Pozzi, cui sua madre, insegnante, aveva dedicato un breve saggio critico all’inizio degli anni ’50. Era nato da questo un forte legame di amicizia a livello familiare con i genitori della poetessa. Una tappa consueta, nelle vacanze estive dell’intera famiglia, era appunto quella di Pasturo, nella villa dove la mamma di Antonia trascorreva la bella stagione.
Deve la fascinazione per la scrittura, che non l’avrebbe più abbandonata, proprio alle lunghe ore degli assolati pomeriggi estivi in cui le era permesso sostare nello studio di Antonia, leggere e sfogliare i suoi libri, a volte annotati con la sua grafia esile ed elegante, a quel silenzio “abitato”, nell’ombra fresca di quella stanza, aperta sulla Grigna.
Negli anni universitari alla facoltà di Lettere si forma alle lezioni di Franco Croce Bermondi, che conduceva tutti con entusiasmo nel viaggio dentro i versi di Montale, a quelle di Franco Sborgi, che insegnava ad apprezzare l’arte contemporanea, e di Antonio Tabucchi, che permetteva di raggiungere una visione non scontata della letteratura in lingua portoghese.
Dopo la laurea in Lettere collabora per quasi due anni alla schedatura dal punto di vista storico artistico del centro storico di Genova nell’ambito del progetto dei «Giacimenti Culturali» e partecipa alla redazione della Guida ai percorsi poetici a Genova e Provincia, che esce in occasione del Festival Internazionale di Poesia del 1996.
L’incontro e l’amicizia con Luisella Carretta segna la riappropriazione dei sogni che riaffiorano all’interno della mappa interiore, al di sopra della linea di galleggiamento della realtà, che l’aveva costretta ad accettare un lavoro in un ambiente burocratico e gerarchizzato, molto lontano dall’itinerario di formazione seguito. Da allora partecipa attivamente alle iniziative dell’Associazione Le Arie del Tempo, ai laboratori, alle mostre e alle performance organizzate da Luisella. In par- ticolare, in un viaggio di apprendistato dello sguardo, si dedica alla tecnica del collage, un percorso che la porta ad approfondire la meditazione sulle forme, la misteriosa relazione tra immagine e parola nella ricerca di un difficile equilibrio tra la densità e la suggestione dell’imma- gine e quella del segno-disegno della scrittura all’interno della pagina bianca.
Ancora oggi le parole che ricercano un flusso, tentano di oltrepassare gli spigoli delle apparenze, di disegnare trame inquiete o traiettorie eccentriche, segni dell’oltre e dell’altro, con il loro colore, tono e tessitura e le loro schegge azzurrine costituiscono il suo unico, costante, possibile domicilio.

Sandra Solimano
Nasce e studia a Genova. Dal 1984 prende parte ai lavori preparatori per il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce inaugurato nel febbraio 1985. Direttore della biblioteca specializzata del Museo, partecipa alla Commissione Nazionale del Ministero dei Beni Culturali per la definizione della nuova scheda oac per le opere d’arte contemporanea. Dagli anni ’90 si occupa di promozione della ricerca artistica emergente attraverso la gestione di premi e l’organizzazione di mostre in Italia e all’estero (Berlino, Zurigo, Tokio) e cura numerose mostre dedicate alle ricerche nazionali e internazionali: da «The Fluxus Con-stellation» (2002) a «La galleria del Deposito», sperimentazione d’avan-guardia nella Genova anni ’60, a «Il viaggio dell’uomo immobile» (2003), che porta a Genova grandi protagonisti della video-arte nazionale e internazionale. Incaricata della direzione del Museo di Villa Croce nel luglio 2003, ha coordinato il programma del Museo per Genova 2004 capitale europea della cultura, realizzando negli spazi del museo e in altri spazi della città progetti espositivi tra cui «Attraversare Genova. Percorsi e linguaggi internazionali del contemporaneo. Anni ’60-70», vasta ricognizione sulla presenza di grandi artisti stranieri in città e sulle contaminazioni con le ricerche artistiche genovesi. Nel 2005, in collaborazione con il Festival Internazionale della Scienza, ospita a Villa Croce l’anteprima mondiale dell’installazione multimediale «I figli dell’Uranio» di Peter Greenaway. Nel 2006 è curatrice con Arturo Schwartz di una mostra dedicata a Marcel Duchamp, cui seguiranno la mostra su Allan Kaprow (tra 2007 e 2008) e l’antologica di Daniel Spoerri (2010). Prosegue in parallelo negli stessi anni il suo impegno nei confronti della ricerca degli artisti più giovani come commissario per l’Italia (dal 2005 al 2010) del network europeo jce – Jeune Création Européenne e come coordinatore scientifico e organizzativo (con Emilia Marasco) del progetto bag – Borsa Arte Giovane, realizzato per conto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Genova nel periodo 2006-2008. Dimessasi dall’incarico di direttore del Museo di Villa Croce nel dicembre 2010, ha svolto attività di curatore free lance (Convegno sulle prospettive della giovane ricerca, Sassari, Associazione Marco Magnani, aprile 2011; Giornata di studio sul tema “Unpainted. Thoughts on painting in the post-technological age”, Bellinzona, Cact-Centro d’arte contemporanea, Ticino, maggio 2011; Mostra E Lusine. Scambi culturali tra Corsica, Liguria, Sardegna, Corte, febbraio 2012; Mostra Destinazione piazza. 5 curatori x 5 artisti, Sassari 2014; Mostra Maurizio Nazzaretto. L’ultimo spenga la luce. Bassorilievi e installazioni, Genova, Palazzo Ducale, luglio-agosto 2016).

Simonetta Spinelli Mignanego
Ligure, nata e vissuta vicino al mare, ha tre figli in giro per il mondo, e una nipotina. Già docente di Italiano e Storia nei Licei, considera la poesia la passione originaria, da cui nascono tutte le altre della sua vita, in lunga lista. Conosce Luisella nel 1992 e a lei deve, oltre al suo primo libro, anche il ritorno all’arte in molte forme, che la portano a speri-mentare diversi modi espressivi, dal collage all’acquarello alla foto-grafia, con mostre a Genova, Milano, Torino, Venezia.

Giorgia Ugo
Dicono che abbia cominciato a parlare appena appoggiata nella culla e la comunicazione in tutte le sue forme è una passione che la_contrad-distingue.
Leggere e scrivere (meno_il far di conto) sono le cose che ama di più._
La visione, nell’infanzia, del programma televisivo_Giochi senza frontiere_l’ha portata da adulta a_scegliere l’attività di_organizzatore di eventi e dal 1999 al 2008 ha curato e organizzato i progetti culturali della_Fondazione Eni Enrico Mattei_dedicati ai giovani universitari.
Ha lavorato anche come consulente presso_il_Comune di Novi Ligure_e nell’ufficio stampa di_Ch2 Comunicazione_a Milano, poi _come progettista e designer presso Le Mille e Una Nozze_agenzia di organiz- zazione eventi, sempre a Milano.
Laureata in Architettura, nutre una vera e propria_passione_per lo spazio pubblico e l’uso che ognuno di noi ne fa._
Nel 2011 dà vita insieme a Marcello Marelli al progetto_Abito Fuori Casa_partecipando alla creazione_di_Laboratorio16, uno _spazio di Illustrazione, Grafica e Design a Milano,_dove nascono oggetti in edizioni limitate.

Paola Valenti
Sono professoressa associata di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Genova, dove insegno Metodologie per lo studio dell’arte contemporanea, Storia della scultura contemporanea e Architettura contemporanea. Sempre presso l’Università di Genova coordino il Dottorato di ricerca in Storia, storia dell’arte e archeologia, compito di grande responsabilità, che mi permette però di lavorare a stretto contatto con una nutrita squadra di giovani ricercatori e ricercatrici, spesso in una dimensione laboratoriale che, certo, molto sarebbe piaciuta a Luisella.
I miei interessi di studio e ricerca ruotano intorno ad alcuni nuclei: l’arte tedesca della prima metà del Novecento; i rapporti tra arte, architettura, urbanistica e spazio pubblico; le esperienze performative; i temi della memoria e dell’identità nella storia dell’arte coloniale e postcoloniale. Più in generale, studio con interesse le ricerche artistiche che affrontano tematiche di stringente attualità, come l’integrazione multiculturale e multietnica, le questioni di genere, l’emergenza ecologica e ambientale, l’instabilità dei confini geopolitici.
Tra gli artisti ai quali ho dedicato i miei studi mi piace citare, in ordine sparso, Ludwig Meidner, Paul Klee, Lovis Corinth, Lucio Fontana, Asger Jorn, Gianfranco Zappettini, Enzo Cacciola, Maria Rebecca Ballestra, Eleonora Chiesa, Cesare Viel.
Dal 2017 porto avanti con sistematicità studi sugli artisti diasporici nella Gran Bretagna postcoloniale, con particolare attenzione al lavoro di John Akomfrah e del Black Audio Film Collective.

Berco Wilsenach
Nato nel 1974 a Polokwane, è un artista sudafricano
Consegue attestati in Fine Arts all’Università di Pretoria. Grazie a borse di studio, frequenta l’Accademia di Belle Arti a Genova e la Kunstakademie di Dusseldorf.
Sue mostre sono state allestite in gallerie importanti: Pretoria, Palazzo Ducale e Villa Croce a Genova, Vienna, Washington e New York.
Vincitore di numerosi premi, attualmente ha un lettorato all’Università di Pretoria e un incarico all’Università di Dusseldorf.
Con Luisella Carretta crea un sodalizio importante, come attestano queste parole dell’Artista:
«Nel 2002 intraprendo il mio primo viaggio in Sudafrica, ospite di Berco Wilsenach, giovane artista sudafricano che avevo incontrato attraverso la mia mostra a Villa Croce.
Da diversi anni mi invitava a visitare il suo paese. È stato un viaggio tra paradiso e inferno: una natura meravigliosa, incontri straordinari con gli animali, i fiumi e la meravigliosa vegetazione tropicale».