Suoni e colori

Il ritratto di Zanardi secondo Roberto Iovino

Nevio Zanardi con Reverberi

«In Zanardi convivono varie anime che formano l’artista: il violoncellista esecutore, il direttore d’orchestra, il didatta, il pittore. Comune denominatore, il bello, la perfezione, in un continuo lavoro di approfondimento e di conoscenza.»

Roberto Iovino, che conosce Zanardi dagli anni del Conservatorio, apre così il suo saggio introduttivo. E racconta un episodio rivelatore.

«Quando molti anni fa provai ad avvicinare mia figlia allo studio di uno strumento, la portai da Nevio. E lui le mise un grembiule, le diede un pennello e una tela e la fece giocare con i colori prima di farle provare il suono di un piccolo violoncello.»

Un approccio originale. Per Zanardi il suono e il colore sono gli strumenti per esprimere le emozioni. Ed è fondamentale che il suono e il colore siano belli.

«Ho sentito più volte Zanardi ripetere ai propri allievi che il fare musica inizia nel momento in cui si emette un primo suono: quel suono deve già essere arte, rotondo, pieno.»

L’attività direttoriale con I Cameristi è stata solo una parte. Il m. Zanardi ha dato vita anche all’Orchestra Under 15, esperienza pilota a Genova: «Zanardi riusciva a farsi voler bene dai ragazzini perché tutti ne percepivano il cuore, la passione. Ma, nello stesso tempo, sapeva essere rigido, severo, perché, sosteneva, con l’arte non si scherza: è una faccenda tremendamente seria.»

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Il libro «Nevio Zanardi una vita per l’arte. L’avventura de I Cameristi», a cura di Roberto Iovino e Stefano Termanini, si trova in libreria e al link:

Presentazione: martedì 10 febbraio 2026, ore 17:00, Biblioteca Berio – Sala dei Chierici, Genova. Ingresso libero.

Quello che ne scrissero i giornali

La critica musicale e I Cameristi: dieci anni di recensioni

Il Corriere Mercantile, 1979: «Splendido Mozart… I Cameristi hanno dato quel qualcosa in più dimostrando che da loro è lecito attendersi prove di alto livello artistico.»

Il Secolo XIX, 1981: «Nevio Zanardi ha conseguito un traguardo importante… oggi può essere allineato onorevolmente ai numerosi complessi italiani e stranieri.»

Il Giornale, 1984: «I Cameristi di Nevio Zanardi grandi per un grande Mozart.»

Il Secolo XIX, 1987: «In dieci anni di intelligente e tenace attività, l’associazione animata da Nevio Zanardi ha ottenuto risultati importanti. Ha saputo reggere in un contesto, quello genovese, che può definirsi micidiale per le iniziative musicali.»

La Stampa, 1988: «Con il concerto del pianista Massimo Lauricella e dell’orchestra d’archi I Cameristi, la stagione invernale organizzata dal maestro Nevio Zanardi ha chiuso i battenti. Domenica mattina, al San Filippo, un pubblico numerosissimo.»

Il libro Nevio Zanardi una vita per l’arte. L’avventura de I Cameristi, a cura di Roberto Iovino e Stefano Termanini, Stefano Termanini Editore, raccoglie la rassegna stampa completa: dal debutto del 1977 all’ultimo concerto del 1989. Decine di recensioni che documentano l’evoluzione dell’orchestra, i solisti ospitati (da Rocco Filippini ad Anner Bijlsma), i giovani lanciati (come il dodicenne Andrea Bacchetti al suo debutto).

Una testimonianza preziosa della vita musicale genovese in un’epoca in cui, come scrisse Alberto Cantù, «la formula del matinée domenicale, inaugurata dieci anni prima dai Cameristi, era stata siglata non solo dal successo genovese ma da quello nazionale».

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Il libro «Nevio Zanardi una vita per l’arte. L’avventura de I Cameristi», a cura di Roberto Iovino e Stefano Termanini, si trova in libreria e qui:

Presentazione: martedì 10 febbraio 2026, ore 17:00, Biblioteca Berio – Sala dei Chierici, Genova. Ingresso libero.

La domenica mattina al San Filippo

Come nacquero I Cameristi e i concerti che cambiarono Genova

Era il 1977 quando, per la prima volta, l’Oratorio di San Filippo si aprì ai concerti della domenica mattina. L’idea era di Nevio Zanardi, violoncellista, docente al Conservatorio Paganini.

«Nel 1977 fondai I Cameristi, orchestra composta da ottimi musicisti, e fu l’indimenticabile Donella Terenzio a darne il nome. Iniziò così una fantastica avventura che durò quasi 14 anni.»

L’Oratorio di San Filippo, in via Lomellini, era una sede magnifica ma quasi inutilizzata. Nevio Zanardi propose al Comune una serie di concerti. Nessun contributo, nessuno sponsor: si poteva usare la sala gratuitamente per le prove e per i concerti.

«Non avevamo alcuna entrata economica, soltanto passione, amore per la musica, orgoglio per la novità di aver creato a Genova un’orchestra di eccellenti colleghi.»

Perché la domenica mattina? «Per comodità del pubblico e perché, per quanto ne sapessi, non vi era ancora in Italia questa abitudine.» Dopo circa cinque anni, Zanardi scoprì dalla RAI che anche a Roma si era iniziato a fare concerti la domenica mattina. Ma I Cameristi erano arrivati prima.

L’orchestra mescolava musicisti esperti e giovani talenti del Conservatorio. «Il mettere a contatto le giovani generazioni con eccellenti musicisti di grande esperienza mi dava molta soddisfazione. Quanta umiltà occorre per ottenere insieme i migliori risultati!»

Ogni concerto era preceduto da un’introduzione affidata a un critico musicale: Alberto Cantù, Edilio Frassoni, Roberto Iovino e molti altri. «La presenza di un critico preparava il pubblico a un ascolto più comprensibile e intelligente.»

La fine arrivò per motivi economici. «Non avendo altro sostentamento che l’incasso dei biglietti, non fu più possibile continuare.» Ma ancora oggi, racconta Zanardi, tanti affezionati chiedono di ricostituire «i fantastici Cameristi».

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Il libro «Nevio Zanardi una vita per l’arte. L’avventura de I Cameristi», a cura di Roberto Iovino e Stefano Termanini, si trova in libreria e al link:

Presentazione: martedì 10 febbraio 2026, ore 17:00, Biblioteca Berio – Sala dei Chierici, Genova. Ingresso libero.