call for papers


Floral photo shoot, mixmedia, real glitch errors and postproduction with photo editing.
Cesare Bignotti (2016)

Iperumano | scadenza 25.3.2024

ìper- [dal gr. ὑπέρ, ὑπερ-; lat. scient. hyper-]. Prefisso di parole derivate dal greco (come iperbole, iperuranio) o formate modernamente, con il significato generico di «sopra, oltre». È soprattutto frequente e produttivo nella lingua dotta e nelle terminologie scientifiche, per denotare (in aggettivi e sostantivi) qualità, quantità, condizioni in grado superiore al normale.

Nella medicina e in altre discipline è spesso in correlazione e contrapposizione con il prefisso ipo-.

Dai grandi cambiamenti climatici alle emergenze sanitarie del secolo, evidenziate dalla pandemia, emerge la necessità di riformulare il ruolo predominante – antropocentrico – degli esseri umani sul pianeta. Un’urgenza accompagnata da una rivalutazione del concetto di Antropocene, che può essere affiancata da riflessioni e indagini esplorative circa il ruolo del Design come disciplina poliedrica in questo complesso quadro in cambiamento.

L’approccio Human-Centered Design (HCD) che ha accompagnato decenni di progettazione e che tutt’oggi è impiegato quale prassi per una progettazione capace di soddisfare le esigenze umane, potrebbe essere non più idoneo per affrontare il complesso impatto sociale e ambientale di prodotti e servizi.

Il paradigma nascente del More-Than-Human Centered Design (MTHCD) estende l’attenzione oltre gli utenti umani per includere una molteplicità di attori coinvolti nel processo progettuale, siano esse specie viventi o avanzate tecnologie con il fine di individuare soluzioni sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale, riconoscendo l’interconnessione dell’intero ecosistema e di tutti gli esseri viventi. Esso si inserisce nel Postumanesimo, un neologismo creato per definire una corrente di pensiero che fa riferimento a diversi ambiti del sapere come la filosofia, l’informatica e le biotecnologie che vengono concepite come in grado di trasformare fisicamente e mentalmente l’uomo in qualcosa di nuovo, un essere ibrido, umano e non umano: un iper-umano.

Secondo questa visione postumanista il progresso scientifico arriva a cambiare la natura umana per raggiungere nuove dimensioni oltre i confini naturali dell’uomo, modificando lo sviluppo dell’umanità futura; i naturali tratti umani si integrano con quelli non umani giungendo alla creazione di individui ibridi con nuove capacità fisiche e cognitive (Marchesini, 2009). Secondo questa prospettiva, è probabile che l’uomo trarrà vantaggio da questa trasformazione assumendo nuove peculiarità e capacità: rispondere alle sfide dell’invecchiamento, superare le barriere della disabilità fisica e cognitiva, sconfiggere gravi malattie sono solo alcuni degli scenari prospettati.

La società è entrata in contatto con una rivoluzione tecnologica senza precedenti che comporta una commistione tra fisico e virtuale in grado di produrre artefatti adattabili perfettamente al corpo umano. Essi sono già in grado di diventare parte integrante dell’essere umano e non una mera estensione atta a migliorare le condizioni di vita e il generale livello di benessere. Di conseguenza, l’identità umana sta per subire un mutamento senza precedenti, allontanandosi dalle caratteristiche essenziali e uniche che l’hanno caratterizzata fino ad ora. Tali cambiamenti, derivanti da questa trasformazione, generano un dibattito etico tra coloro che sostengono che un cambiamento così profondo sia giusto e possa contribuire al progredire della civiltà, e coloro che invece interpretano tale cambiamento come sbagliato, dannoso e insano.

Come le precedenti rivoluzioni – da quella agricola a quella industriale – che hanno avuto un forte impatto sulle nostre strutture sociali e sugli spazi di vita, spesso in modo imprevisto e con profonde implicazioni etiche, anche le Information and Communication Technology (ICT) stanno creando nuovi ambienti in cui le generazioni future vivranno la maggior parte del loro tempo. La rivoluzione dell’informazione comporta un cambiamento nel modo in cui percepiamo noi stessi e i nostri ruoli rispetto alla realtà, in ciò che reputiamo degno di rispetto e cura, e nel modo in cui potremmo negoziare una nuova alleanza tra il naturale e l’artificiale (Floridi, 2022). Nei prossimi decenni assisteremo alla nascita di spazi fisici aumentati da sensori e intelligenza digitale, spazi interamente virtuali indipendenti dall’ambiente fisico, e alla nascita di nuovi ecosistemi ibridi: spazi fisici iper-reali che trascenderanno i limiti della materia. Iper-spazi che ci consentiranno di abitare più spazi contemporaneamente e gestire le nostre attività su diversi livelli di realtà.

Ciò richiede una seria riflessione sul progetto e una revisione critica delle nostre attuali narrazioni, a livello individuale, sociale e politico. Sono tutte questioni urgenti che meritano la nostra piena e totale attenzione.

Questa call ambisce a raccogliere attività di ricerca, riflessioni teoriche, letture critiche, sperimentazioni progettuali legate al tema di iper-umano, attraverso quattro diverse scale di osservazione.

1_#ipercorrelato

Stiamo entrando nell’età ibrida, dove il rapporto uomo-macchina non sarà più una semplice co-abitazione ma una vera e propria co-evoluzione.

Khanna, 2013

L’interazione e integrazione del corpo umano con la tecnologia cambia radicalmente il modo in cui ci relazioniamo con il mondo, aprendo nuove possibilità per lo sviluppo di individui dotati di nuovi attributi e abilità: iper-umani. Oltre alla nostra attività sensoriale naturale, la tecnologia funge da mediatore, creando nuove interfacce – fisiche e digitali – con il mondo.

L’uomo e la modifica delle sue caratteristiche psico-fisiche sono diventati oggetto di manipolazione diretta, il che richiede una riflessione sul concetto di “umano” e sul suo ruolo nelle discipline del progetto.

L’iper-uomo indossa protesi avanzate, esoscheletri, dispone di dispositivi di potenziamento cerebrale che gli consentono di raggiungere livelli di prestazione impensabili nel passato. Quali sono le conseguenze e gli scenari progettuali che descrivono trasformazioni nel rapporto con il corpo, la mente e lo spazio?

2_#ipercritico

Una specie che riesce a creare artificialmente la propria immortalità e cerca di trasformarsi in mera informazione, rimane ancora una specie umana?

Baudrillard, 2007

Il complesso rapporto tra uomo e tecnologia ha acquistato negli ultimi anni una notevole centralità anche mediatica, che è probabile possa ancora aumentare. Si tratta della prospettiva del trascendimento dell’umano in direzione postumana, transumana, o espressamente iperumana (Allegra, 2014). Questo radicale cambiamento insito nelle potenzialità tecnologiche frutto dell’uomo impatta sulle precedenti tradizioni umanistiche: per la prima volta la specie umana evolverebbe in una specie trasformata dalla tecnologia e quindi vista da buona parte della comunità con diffidenza e timore.

Alle prospettive più positive si contrappongono sfide e problematiche legate alla fragilità dell’uomo, palesi ambiguità che devono ancora essere indagate.

3_#iperuranio

Secondo Platone l’Iperuranio è quella zona al di là del cielo (da cui il nome) dove risiedono le idee. Si tratta in realtà del rinvio a un piano metafisico di realtà, quello delle idee, contemplato dall’anima nel suo momento più alto.

Puntando ad indagare e discutere criticamente il rapporto tra uomo e tecnologia, la sessione mira a raccogliere visioni (progetti e idee di ricerca) che indichino nuovi orizzonti e direzioni possibili per la ricerca nel campo del progetto in relazione ai temi e ambiti della call.

4_#ipersensibile

L’uomo si congiunge con la tecnologia a livello biologico, perderà la propria unicità in virtù di una pluralità che si afferma nel riconoscimento di uno statuto assegnato alla diversità, che non è considerata una devianza o un rumore ma il principio stesso dell’essere (Marchesini, 2009).

La sezione si propone quale spazio di ricerca e confronto sui temi dell’Inclusive Design per promuovere i principi della centralità della persona nella progettazione di ambienti, prodotti, e servizi, sia fisici che digitali, realmente accessibili per la creazione di un mondo più inclusivo, in cui il Design risponde in modo fattuale e innovativo alle sfide della salute, del benessere e della qualità della vita.

Bibliografia

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 ìperhuman| deadline 25th March 2024

ìper- [from gr. ὑπέρ, ὑπερ-; scient. lat. hyper-]. A prefix for words derived from Greek (such as hyperbole, hyperuranium) or formed in modern times, with the generic meaning of “above, beyond”. It is above all frequent and productive in the cultured language and in scientific terminologies, to denote (in adjectives and nouns) quality, quantity, conditions to a higher degree than normal.

In medicine and other disciplines, it is often correlated and contrasted with the prefix hypo-.

From the great climate changes to the health emergencies of the century, highlighted by the pandemic, the need to reformulate the predominant – anthropocentric – role of human beings on the planet emerges. An urgency accompanied by a re-evaluation of the concept of the Anthropocene, which can be accompanied by reflections and exploratory investigations on the role of Design as a multifaceted discipline in this complex and changing framework.

The Human-Centered Design (HCD) approach that has accompanied decades of design and is still used today as a practice for design capable of meeting human needs, may no longer be suitable for addressing the complex social and environmental impact of products and services.

The nascent paradigm of More-Than-Human Centered Design (MTHCD) extends the focus beyond human users to include a multiplicity of actors involved in the design process, whether they are living species or advanced technologies with the aim of identifying environmentally and socially sustainable solutions, recognizing the interconnections of the entire ecosystem and all living beings.

It is part of Posthumanism, a neologism created to define a current of thought that refers to different areas of knowledge such as philosophy, computer science and biotechnology that are conceived as capable of physically and mentally transforming Man into something new, a hybrid being, human and non-human: a hyper-human.

According to this posthumanist vision, scientific progress comes to change human nature to reach new dimensions beyond Man’s natural boundaries, modifying the development of future humanity; natural human traits are integrated with non-human ones, leading to the creation of hybrid individuals with new physical and cognitive abilities (Marchesini, 2009).

Following this perspective, it is likely that man will benefit from this transformation by taking on new peculiarities and abilities: responding to the challenges of aging, overcoming the barriers of physical and cognitive disability, defeating serious diseases are just some of the scenarios envisaged.

Society has come into contact with an unprecedented technological revolution, that involves a mixture of physical and virtual, capable of producing artifacts that are perfectly adaptable to the human body. They are already able to become an integral part of the human being and not a mere extension to improve living conditions and the general level of well-being.

As a result, human identity is about to undergo an unprecedented change, moving away from the essential and unique characteristics that have characterized it until now. These changes, resulting from this transformation, generate an ethical debate between those who argue that such a profound change is right and can contribute to the progress of civilization, and those who interpret such a change as wrong, harmful, and unhealthy.

Like previous revolutions – from agriculture to industry – that have had a strong impact on our social structures and living spaces, often unexpectedly and with profound ethical implications, Information and Communication Technology (ICT) is also creating new environments in which future generations will live most of their time.

The information revolution involves a shift in how we perceive ourselves and our roles in reality, in what we deem worthy of respect and care, and in how we might negotiate a new alliance between the natural and the artificial (Floridi, 2022).

In the coming decades, we will witness the emergence of physical spaces augmented by sensors and digital intelligence, entirely virtual spaces independent of the physical environment, and the emergence of new hybrid ecosystems: hyper-real physical spaces that will transcend the limits of matter. Hyper-spaces that will allow us to inhabit multiple spaces at the same time and manage our activities on different levels of reality. This requires serious reflection on the project and a critical review of our current narratives, at the individual, social and political levels. These are all urgent issues that deserve our full and undivided attention.

This call aims to collect research activities, theoretical reflections, critical readings, design experiments related to the theme of hyper-human, through four different scales of observation.

1_#hyper related

We are entering the hybrid age, where the Man-machine relationship will no longer be a simple co-habitation but a real co-evolution.

Khanna, 2013

The interaction and integration of the human body with technology radically changes the way we relate to the world, opening up new possibilities for the development of individuals endowed with new attributes and abilities: hyper-human. In addition to our natural sensory activity, technology acts as a mediator, creating new interfaces – physical and digital – with the world.

Man and the modification of his psycho-physical characteristics have become objects of direct manipulation, which requires a reflection on the concept of “human” and its role in the disciplines of design.

The hyper-man wears advanced prosthetics, exoskeletons, and has brain-enhancing devices that allow him to reach levels of performance unthinkable in the past.

Which are the consequences and design scenarios that describe transformations in the relationship with the body, mind and space?

2_#hypercritical

Is a species that manages to artificially create its own immortality and tries to transform itself into mere information still a human species?

Baudrillard, 2007

In recent years, the complex relationship between Man and technology has acquired considerable centrality, including in the media, which is likely to continue to increase. It is the perspective of the transcending of the human in a posthuman, transhuman, or expressly hyperhuman direction (Allegra, 2014).

This radical change inherent in the technological potential of Man has an impact on previous humanistic traditions: for the first time the human species would evolve into a species transformed by technology and therefore viewed by a large part of the community with distrust and fear.

The more positive outlook is contrasted by challenges and problems related to human fragility, obvious ambiguities that still need to be investigated.

3_#hyperuranium

According to Plato, Hyperuranium is that area beyond the sky (hence the name) where ideas reside. In reality, it is a reference to a metaphysical plane of reality, that of ideas, contemplated by the soul at its highest moment.

Aiming to investigate and critically discuss the relationship between man and technology, the session aims to collect visions (projects and research ideas) that indicate new horizons and possible directions for research in the field of project in relation to the themes and areas of the call.

4_#hypersensitive

Man joins technology on a biological level, he will lose his uniqueness by virtue of a plurality that is affirmed in the recognition of a statute assigned to diversity, which is not considered a deviance or a noise but the very principle of being (Marchesini, 2009).

The section is proposed as a space for research and discussion on the themes of Inclusive Design to promote the principles of the centrality of the person in the design of environments, products, and services, both physical and digital, truly accessible for the creation of a more inclusive world, in which Design responds in a factual and innovative way to the challenges of health, well-being and quality of life.

Bibliography

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