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Passaggi / Transitions

L’atto di passare per un luogo, di percorrerlo, di attraversarlo, o di andare da un luogo all’altro presuppone uno spostamento e, quasi sempre, implica un cambiamento, una sostanziale trasformazione. Il transito per uno spazio, poi, corrisponde ad un atto di conoscenza progressiva accumulata grazie all’esperienza e, letteralmente, al tragitto percorso. L’atto di passare per un varco, che si tratti di un semplice ingresso o di una più imponente apertura, determina un passaggio di stato: come nella chimica, rappresenta quel valore minimo in cui uno stimolo è di intensità sufficiente per iniziare a produrre un effetto tangibile. Se declinato in termini di ricerca e viaggio, il concetto di passaggio apre orizzonti ancora più vasti e inesplorati.

In tutte queste articolazioni (e in molte altre), il passaggio diviene occasione di riflettere sulla cultura del progetto alla scala della città, dell’architettura e del design del prodotto. Il passaggio è quello status ambiguo e indefinito nel quale i confini – fisici e mentali – sfumano e le possibilità dell’azione progettuale si moltiplicano senza fine.

Da queste premesse, il primo numero della rivista GUD anno 2020 intende raccogliere contributi di ricerca e di sperimentazione progettuale, oltre che saggi e riflessioni critiche, utili a definire, anche in relazione ad altri ambiti scientifici, le declinazioni tematiche e le potenzialità applicative del concetto di ‘passaggio/i’ in relazione alle trasformazioni spaziali indotte dall’azione progettuale.
A questo fine, sono identificati i seguenti filoni tematici con i quali i contributi dovranno confrontarsi:

PASSAGGI DI CONFINE
attraversamento di confini fisici, culturali, sociali, riti e cerimonie
PASSAGGI IDENTITARI
nuove nozioni di habitat e abitare, nel progetto della casa, della città e del paesaggio
PASSAGGI STORICI
innovazioni tecnologiche, avvenimenti storici che hanno costituito una nuova era
PASSAGGI DI STATO
contaminazioni del progetto con arte, scienza, letteratura
PASSAGGI DI SCALA
dal micro a macro e viceversa, design e allestimento

The act of passing through a place, of crossing it, presupposes a movement and, almost always, implies a substantial transformation. The transit through a space corresponds to an act of progressive knowledge, acquired thanks to the experience and, literally, to the travelled journey. The act of passing through a passage, whether it is a simple entrance or a larger opening, determines a change of state: as in chemistry, it represents the minimum value in which a stimulus is of sufficient intensity to start producing a tangible effect. If expressed in terms of research and investigation, the concept of passage opens up even wider and unexplored horizons.

In all these articulations (and in many others), the transition becomes an opportunity to reflect on the culture of the project at the scale of the city, architecture and product design. The transition is that ambiguous and indefinite status in which boundaries – physical and mental ones – fade and the possibilities of the design action multiply endlessly. From these standpoints, the first issue of GUD Magazine in 2020 intends to collect research contributions and design experimentations, as well as essays and critical reflections, useful for defining, also in relation to other scientific areas, the thematic declinations and application potential of the concept of ‘passage (s)’ in relation to the spatial transformations induced by the design process.

To address these ideas, the following thematic are identified:

BORDER TRANSITIONS
physical and cultural crossings, social rites and ceremonies
TRANSITIONS OF IDENTITY
new notions of habitat and living, in the design of the house, the city and the landscape
HISTORICAL TRANSITIONS
technological innovations, historical events that have constituted a new era
TRANSITIONS OF STATUS
contamination of the project with art, science, literature
TRANSITIONS OF SCALE
from micro to macro and vice versa, design and exhibition