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Composizioni/Compositions | scadenza 24.6.2022

 

e così io mi compongo
lettera su lettera all’infinito
affinché uno mi legga ma
nessuno impari nulla
perché la vita è sorso, e sorso
di vita i fogli bianchi
dismisura dell’anima.

Alda Merini, Fogli bianchi, XVII, 1987

 

Tanto si intenda la composizione di un’opera come l’azione del passare dalle premesse alle conseguenze, e quindi al prodotto artistico, secondo regole o assiomi, quanto la si voglia considerare qualcosa che agisce attraverso una forma di risonanza, una sorta di progressivo coinvolgimento, ordinando la materia dei fatti verso l’obiettivo di un prodotto, si dovrà comunque riconoscere di trovarsi di fronte a un processo poco lineare.

Uno dei principi centrali della semantica moderna porta il nome di chi lo enunciò, il filosofo tedesco Gottlob Frege, e il suo assunto spiega che il significato di un enunciato è funzione del significato delle sue parti e delle sue regole di composizione. In altre parole, tale principio ci suggerisce come con un numero finito di espressioni si possa costruire un numero altissimo di enunciati.

Contemporaneamente, però, la necessità della composizione sembra affermare anche che il significato della frase sia qualcosa in più della somma delle sue parti. Così, nella composizione, e nel compositore, si cercano le tracce di quell’idea di una grammatica universale innata, capace di parlare a tutti, come quando, secondo la leggenda, Mozart terminò di comporre l’ouverture del Don Giovanni solo la notte precedente la rappresentazione, e l’inchiostro del copista era ancora umido quando gli orchestrali ricevettero lo spartito, suonandolo a prima vista.

Dietro l’analogia etimologica tra comporre [dal latino compōnĕre, comp. di con- e pōnĕre «porre»] e sintassi [dal greco σύν «con, insieme» e τάξις «sistemazione»], che pure farebbe pensare alla prevalenza di un’azione per addizione che pone progressivamente in mutuo rapporto gli elementi verso la formazione di un’espressione, traspare un processo che non riesce a farsi compiutamente metodo e che non riconosce vincoli alla propria attività, neppure di ordine cronologico. La composizione agisce anche nell’incompletezza, nella rinuncia, nella mutazione, nella metamorfosi e nell’occasione, mentre il complesso dei rapporti intercorrenti tra i vari elementi compositivi diventa oggetto di una continua contrattazione tra il compositore e il mondo in cui agisce.

 

 

Compositions| deadline 24th June 2022

 

and so I compose for myself
letter upon letter ad infinitum
so that one may read me but
no one learns anything
because life is a sip, and
a sip of life are the white sheets
disproportion of the soul.

Alda Merini, White Sheets, XVII, 1987

 

As much as one means the composition of a work as the action of moving from the premises to the consequences, and thus to the artistic product, according to rules or axioms, as much as one wants to consider it as something that acts through a form of resonance, a kind of progressive involvement, by sorting the fabric of facts to the purpose of a product, it will still have to be acknowledged that the process is not entirely linear.

One of the key principles of modern semantics was named by the scholar who enunciated it, the German philosopher Gottlob Frege. His assumption explains that the meaning of an enunciate is a function of the meaning of its parts and its rules of composition. In other words, such a principle suggests we can construct a very large number of statements with a finite number of expressions.

At the same time, however, the necessity of composition seems to affirm that the meaning of any sentence is more than the sum of its parts. Thus, in the composition, and in the composer, we look for traces of that idea of an innate universal grammar, that can speak to everyone. This is the case when, according to legend, Mozart finished composing the Don Giovanni overture only the night before the premiere, and the copyist’s ink was still wet when the orchestral players received the score, playing it at first glance.

Behind the the etymological analogy between composing [from the Latin compōnĕre, comp. of con- and pōnĕre “to place”] and syntax [from the Greek σύν “with, together” and τάξις “arrangement”], which would suggest the dominance of an action by addition progressively placing elements in mutual relation leading toward the formation of an expression, a process emerges that fails to become fully methodical and that does not recognize any constraints on its activity, not even chronological ones. Composition operates even in incompleteness, renunciation, mutation, metamorphosis and occasion, while the complex of intercurring relationships between the different compositional elements makes itself the object of a continuous negotiation between the composer and the world he operates in.