{"id":3965,"date":"2022-03-12T23:23:33","date_gmt":"2022-03-12T21:23:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/?p=3965"},"modified":"2022-03-13T00:25:06","modified_gmt":"2022-03-12T22:25:06","slug":"mazzini-e-sivori-due-genovesi-a-londra-nel-1846","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/mazzini-e-sivori-due-genovesi-a-londra-nel-1846\/","title":{"rendered":"Due genovesi a Londra, nel 1846: quella volta in cui Giuseppe Mazzini chiese a Camillo Sivori di suonare per lui. E per l&#8217;Italia, allora &#8220;Giovine&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mazzini_ritratto-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3976\" srcset=\"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mazzini_ritratto-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mazzini_ritratto-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mazzini_ritratto-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mazzini_ritratto-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mazzini_ritratto-2048x2048.jpg 2048w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mazzini_ritratto-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mazzini_ritratto-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clicca sul podcast qui sotto se ti \u00e8 pi\u00f9 comodo ascoltare l&#8217;articolo invece di leggerlo<\/strong>:<\/p>\n\n\n\t\t<style>\r\n            #h5vp6acfb32ca906f {  width: 100%; }        <\/style>\r\n        <div id=\"h5vp6acfb32ca906f\" class=\"pdp-wrapper pdp_initializer pdp_wrapper_default light\" data-settings=\"{&quot;options&quot;:{&quot;controls&quot;:[&quot;play&quot;,&quot;progress&quot;,&quot;current-time&quot;,&quot;mute&quot;,&quot;volume&quot;,&quot;settings&quot;],&quot;tooltips&quot;:{&quot;controls&quot;:true,&quot;seek&quot;:true},&quot;loop&quot;:{&quot;active&quot;:false}},&quot;infos&quot;:{&quot;share&quot;:true,&quot;shares&quot;:[&quot;facebook&quot;,&quot;twitter&quot;,&quot;linkedin&quot;,&quot;pinterest&quot;,&quot;stumbleupon&quot;,&quot;whatsapp&quot;,&quot;email&quot;],&quot;showCount&quot;:false,&quot;showLabel&quot;:false,&quot;skin&quot;:&quot;default&quot;}}\">\r\n                        <div id=\"\" class=\"row pdp-item pdf_player\">\r\n                                    <div class=\"pdp_fet_img col-md-3\">\r\n                        <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/CamilloSivori.jpg\" alt=\"Image\" \/>\r\n                    <\/div>\r\n                                <div class=\"pdp_plyr_area col-md-9\">\r\n                                            <h3 title=\"Camillo Sivori a Londra nel 1846\">Camillo Sivori a Londra nel 1846<\/h3>\r\n                                        <div class=\"audioWrapper\">\r\n                    <audio class=\"podcast\"  playsinline>\r\n                        <source src=\"http:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/duegenovesialondranel1846.mp3\" type=\"audio\/mpeg\" \/>\r\n                        Your browser does not support the audio tag.\r\n                    <\/audio>\r\n                    <\/div>\r\n                    <div class=\"share\"><\/div>\r\n                <\/div>\r\n            <\/div>\r\n                  <\/div>\r\n        \n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1837 fino al 1868 e cio\u00e8 oltre trent&#8217;anni. <strong>Tanti ne trascorse Giuseppe Mazzini a Londra, da esule.<\/strong> A Londra faceva l&#8217;insegnante, frequentava gli italiani che sognavano un&#8217;Italia unita e che si provavano a crearne le condizioni, dall&#8217;esterno, organizzava movimenti, scriveva. Aveva fondato la Giovine Italia; fond\u00f2 anche la Giovine Europa. Come voleva accadesse agli italiani, Mazzini avrebbe voluto far accadere anche altrove: che, cio\u00e8, i popoli assumessero una migliore coscienza civile, che si autodeterminassero o che &#8220;si liberassero&#8221;, che abbracciassero principi pi\u00f9 democratici. Fra questi, c&#8217;erano i diritti delle donne. Mazzini li sostenne e li difese sempre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il linguaggio di oggi, diremmo che la Giovine Italia (e cos\u00ec la Giovine Europa) era una no-profit. O una ong. E, per sostenere la missione della sua ong, Mazzini era sempre bisognoso e in cerca di finanziamenti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/CamilloSivori-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3972\" srcset=\"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/CamilloSivori-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/CamilloSivori-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/CamilloSivori-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/CamilloSivori-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/CamilloSivori-2048x2048.jpg 2048w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/CamilloSivori-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/CamilloSivori-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Camillo Sivori, al tempo del soggiorno londinese<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia che raccontiamo qui risale al 1846. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per protagonisti, la storia che qui raccontiamo, ha due genovesi: <strong>Giuseppe Mazzini, che a Londra \u00e8 ormai di casa, e Camillo Sivori (1815-1894), che vi \u00e8 giunto da qualche anno<\/strong>. Il fondale della storia \u00e8 quella Londra fumosa, della rivoluzione industriale, in cui &#8211; dicono i testimoni del tempo &#8211; se ti dimenticavi le finestre aperte, la notte, e il vento ti soffiava contro, ti svegliavi il mattino con il lenzuolo grigio per la fuliggine e la polvere di carbone. Camillo Sivori ha da poco compiuto trent&#8217;anni, \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi virtuosi di violino del mondo e dal 1843 \u00e8 in Inghilterra, con il fratello Giovanni Battista, che gli fa da accompagnatore e da manager. Alle spalle di Sivori \u2013 metaforicamente \u2013 c\u2019\u00e8 Paganini: la grande fama, la grande luce (e la grande ombra), di Paganini. Sivori \u00e8 &#8220;il solo che possa dirsi&#8221; suo allievo. E&#8217; stato Paganini stesso a dichiararlo e, in tutta Europa ormai, dall\u2019Austria all\u2019Ungheria, alla Germania, alla Polonia, alla Russia, paesi che Sivori percorre tra il 1841 e il 1843, alla Francia, al Belgio, all&#8217;Inghilterra, chi voglia riascoltare la sorprendente magia delle note di Paganini non pu\u00f2 fare che una cosa: ascoltare Sivori, che di Paganini &#8211; si dice &#8211; &#8220;conserva il segreto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma quale segreto? Non c&#8217;era un segreto. <strong>Paganini stesso lo aveva detto: nessun segreto!<\/strong> Quella del &#8220;segreto&#8221; o del &#8220;miracolo&#8221; o, peggio, del &#8220;patto con il diavolo&#8221; \u00e8 soltanto una trovata da <em>feuilleton<\/em>, una diceria, una sciocchezza. L&#8217;abilit\u00e0 mirabolante, la qualit\u00e0 del suono, la permeazione, la trasfusione, per la quale il musicista e il suo strumento diventavano una cosa sola si ottenevano con &#8220;perseveranza e applicazione&#8221;. L&#8217;abilit\u00e0, il talento, non erano richiesti. Era stato Paganini a proclamarlo, in quelle giornate faticose e intense in cui aveva fatto scuola al giovanissimo Camillo Sivori, tra l&#8217;ottobre 1822 e il maggio 1823. Ecco il segreto: &#8220;perseveranza e applicazione&#8221; (1). Altrove e altrimenti si sarebbe detto: <em>studio matto e disperatissimo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando Sivori incontra Mazzini, a Londra, Paganini \u00e8 morto da qualche anno e Sivori \u00e8 andato a trovarlo poco prima della fine, a Nizza, nella casa Spitalieri de Cessole, dove Paganini \u00e8 ospite. <strong>Questo ultimo incontro fra maestro e allievo merita di essere evocato<\/strong>. \u00c8 il 25 marzo 1840 e a Nizza, nonostante la primavera sia cominciata da qualche giorno, fa un gran freddo. Paganini riceve Sivori, desidera rivederlo. Parlano di violini, di musica, della grande tourn\u00e9e europea che Sivori sta preparando. A seguito di quell&#8217;estremo incontro, Sivori porter\u00e0 con s\u00e9 uno dei violini di Paganini, il Vuillaume (1834), la &#8220;copia&#8221; del Guarneri del Ges\u00f9 del 1742, detto &#8220;il Cannone&#8221;. Sia il \u201cCannone\u201d sia il \u201cVuillaume\u201d appartenuto prima a Paganini e poi a Sivori, oggi propriet\u00e0 del Comune di Genova (2), <a href=\"https:\/\/www.museidigenova.it\/it\/sale-paganiniane\">sono conservati a Genova, a Palazzo Tursi<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, circondato e accompagnato dalla fama del maestro e propria, &#8220;unico e solo allievo del Napoleone del violino&#8221; (3), infaticabile viaggiatore, compositore per conto proprio (nel 1839 ha composto il suo <a href=\"https:\/\/docs.google.com\/document\/d\/1NNowgZ8byS7gItjAzhh7VwAH6YQI9wY6\/edit?usp=sharing&amp;ouid=104389593795527428636&amp;rtpof=true&amp;sd=true\"><em>Primo Concerto<\/em> per violino e orchestra<\/a>), quando soggiorna a Londra, nel 1846, Camillo Sivori \u00e8 nel pieno del suo fulgore artistico. La lezione di Paganini, Sivori l\u2019ha ormai fatta maturare dentro di s\u00e9 e, se pure offre spesso al suo pubblico le partiture pi\u00f9 impervie, sperticandosi in virtuosismi funambolici, mirabolanti, come Paganini soltanto era stato capace di produrre, suona anche musica cameristica, interpretativa, musica \u201cdifficile\u201d. Da virtuoso sic et simpliciter \u00e8 diventato interprete raffinato: esegue i <em>Quartetti<\/em> di Beethoven, suona il <em>Quintetto<\/em> in sol minore di Mozart, compone altra musica propria (il suo <em>Secondo Concerto<\/em> \u00e8 probabilmente del 1841), frequenta Mendelssohn, Spohr, Vieuxtemps, Piatti, Dragonetti, Joachim, Thalberg e altri. Diventa cos\u00ec famoso che, nonostante abbia soltanto trent\u2019anni, un giornalista e scrittore inglese, E. James, gli dedica una biografia, \u00abCamillo Sivori. A Sketch of his Life, Talent, Travels and Successes\u00bb (1845), che, fin dalle prime righe, ne decanta l\u2019assoluta eccellenza (4).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma torniamo alla nostra storia: Mazzini e Sivori<\/strong>. Prima di rincontrarsi a Londra, Mazzini e Sivori si conoscevano gi\u00e0. Nella misura della piccola Genova della prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento (fino al 1849 Genova non super\u00f2 mai i 100mila abitanti), era quasi impossibile che ogni uomo notevole della citt\u00e0 non avesse mai avuto modo e occasione di conoscere tutti gli altri uomini notevoli della sua generazione, in citt\u00e0. E, se non loro proprio, almeno le loro famiglie. Mazzini chiede a Sivori un concerto a favore della sua \u201cong\u201d; cio\u00e8 della sua Giovine Italia. Bene lo spiega Flavio Menardi Noguera nella sua monografia: Mazzini aveva gi\u00e0 provato, negli anni precedenti il 1846, a coinvolgere Camillo Sivori. La musica \u2013 scriveva \u2013 \u00ab\u00e8 la pi\u00f9 grande rendita che abbiamo\u00bb. Gli occorreva, dunque, organizzare concerti, che fossero popolati di artisti famosi e ben pubblicizzati: doveva raccogliere fondi. Sivori, che in quegli anni suscitava l\u2019entusiasmo di tutti i pubblici europei, era il migliore artista cui Mazzini potesse aspirare. Dare un concerto di Sivori significava incasso sicuro, finanziamento certo per la Scuola Italiana e per le attivit\u00e0 che Mazzini, esule in Inghilterra con il cuore e la mente in Italia, desiderava portare avanti. E, mentre i giornali inglesi, a proposito di Sivori, si chiedevano se, oltre al suo violino, Paganini gli avesse affidato anche la sua anima (5) e definivano i suoi concerti \u00abgloriosi\u00bb (6), Mazzini scriveva alla madre, a Genova: \u00abSivori suona divinamente per ci\u00f2 che riguarda le difficolt\u00e0 specialmente\u00bb (lettera del 24.5.1844). Con il tempo, aveva avuto modo di avvicinarlo, di renderglisi pi\u00f9 prossimo, forse quasi amico. Aveva cominciato ad apprezzarne le qualit\u00e0, non quelle musicali soltanto, ma anche quelle umane. Tutti i testimoni, concordi, riconoscono che Sivori ne avesse, di grandi e alte. Era sempre generoso: con la sua arte cos\u00ec come con le persone. Non si risparmiava mai, pareva instancabile: James, il suo biografo, contava oltre 900 concerti pubblici fra il 1840 e il 1845, senza mettere nel conto le esecuzioni private, quelle a corte (due volte nel 1843, davanti alla regina Vittoria) e cameristiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutti gli artisti italiani frequentavano volentieri Mazzini e il suo ambiente, a Londra. Temevano di compromettersi e forse anche Sivori, per qualche tempo, prefer\u00ec essere prudente. Pi\u00f9 di lui lo era Giovanni Battista, il fratello. Ne conosciamo da alcune lettere indirizzate alla famiglia l\u2019entusiasmo per il mondo in corsa verso il progresso, per i traffici, gli affari, le navi in continuo viaggiare. Giovanni Battista era un uomo dell\u2019Ottocento e, a suo modo, per il legame che sempre dimostr\u00f2 verso la propria citt\u00e0 e l\u2019Italia, un patriota. A Mazzini, tuttavia, apparve di \u00abnatura paurosa e fredda\u00bb e quella sera in cui Camillo Sivori fu trascinato da Mazzini alla ribalta, Giovanni Battista se ne rimase \u00ablontano\u00bb. Cio\u00e8 defilato, prudente, attento. And\u00f2 cos\u00ec la sera del 26 giugno 1846: lo sappiamo da una lettera di Mazzini stesso, indirizzata alla madre. Sivori era presente in qualit\u00e0 di spettatore, ma, prima che il concerto finisse, Mazzini and\u00f2 da lui per domandargli, \u00abnel calore della cosa\u00bb, di concludere il concerto con un suo assolo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevano suonato Emiliani e Piatti e Sivori, quando Mazzini gliene chiede, \u00e8 per un momento incerto. Vorrebbe, non sa; suonare alla fine, a sorpresa, dopo che altri violinisti italiani lo hanno fatto, non gli piace; \u00e8 \u2013 sono le parole di Mazzini \u2013 \u00abincerto, ma desideroso\u00bb. Mazzini pensa allora a un trucco. Approfitta di un momento in cui Sivori vacilla e si mostra disposto a cedere e comanda \u00abal vecchio Pistrucci\u00bb di andare ad annunziarlo. Sivori non pu\u00f2 pi\u00f9 tirarsi indietro. Suona, suona \u00abdivinamente\u00bb e raccoglie \u00abapplausi da non dirsi\u00bb. Mazzini lascia sull\u2019album di ricordi di Sivori una dedica, in memoria di quella sera. Cos\u00ec gli scrive, con la sua grafia sottile e ordinata: \u00abSia l\u2019anima tua il tempio del Dio a cui la tua mano ministra; sia l\u2019Uomo uguale all\u2019Artista e l\u2019Italia ti porr\u00e0 fra quei pochi il cui nome essa caccia ai nemici, come diffida nel presente e promessa dell\u2019avvenire\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giorno dopo, era il 27 giugno 1846, alla Societ\u00e0 Filarmonica di Londra, Felix Mendelssohn Bartholdy affidava a Sivori la parte solista nella prima esecuzione inglese del suo <em><a href=\"https:\/\/youtu.be\/PC6cPairOTA\">Concerto in mi minore, op. 64<\/a><\/em>. Anche Mendelssohn, che Sivori conosceva almeno dal 1841, prese la penna per lasciare un ricordo di quella esecuzione sulle pagine dell\u2019album di Camillo Sivori. Gli scrisse: \u00ab\u00e0 mr Camillo Sivori avec bien des remerciments\u00bb. E si firm\u00f2, al di sotto di un breve pentagramma, con le prime battute del suo concerto. [stefano.termanini@gmail.com | 10 marzo 2022]\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">NOTE:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(1) Citato in Flavio Menardi Noguera, <em>Camillo Sivori. La vita, i concerti, le musiche<\/em>, Graphos, Genova 1991 (da Geraldine De Courcy, <em>Paganini the genoese<\/em>, University of Oklaoma Press, Normann 1957)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(2) Il violino di Camillo Sivori \u00e8 stato donato al Comune di Genova per lascito degli Eredi, non gi\u00e0 dello stesso Camillo Sivori (bench\u00e9 interpretandone probabilmente la volont\u00e0 ultima). La donazione avvenne non con spirito emulativo, come forse \u00e8 stato inteso, ma con l&#8217;intento di riconoscere a Genova &#8211; che pure non sempre aveva dato merito al talento dei due musicisti, i quali, sia Paganini sia Sivori, riscossero all&#8217;estero le maggiori soddisfazioni e i maggiori successi &#8211; il valore intimo e profondo di un&#8217;origine pi\u00f9 forte, pi\u00f9 radicata delle convenzioni e delle vicende umane. C&#8217;\u00e8, nel sentimento di questo dono, un volersi dire e riconoscere, insomma, al di l\u00e0 e oltre ogni sciagurata o contraddittoria vicenda, &#8220;genovesi&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(3) La definizione si deve a un giornale del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(4) E. James: \u00abIn literature, arts and Sciences (one might even say in any line), whenever an extraordinary man makes his appearance, who not only excels, but leaves immensurably behind him those who are pursuing the same career&#8230;\u00bb. In <a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1Tsn0r49Lk8TtOLt7wWtBeVEiLEZCsQdu\/view?usp=sharing\">E. James, <em>Camillo Sivori. A Sketch of his Life, Talent, Travels and Successes<\/em>, Londra 1845<\/a>, p. 1.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(5) \u00abHe performs&#8230; on the violin bequeathed to him by Paganini: but did the latter assign over his soul at the same time to his favoured pupil&#8230;?\u00bb, The Morning Post, Londra 17 giugno 1843, p. 5. In Luigi Inzaghi, <em>Camillo Sivori<\/em>, Zecchini, Milano 2004, p. 205 (tratto da E. James, cit., pp. 52-54).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(6) The Morning Post, Londra 20 giugno 1843. In Luigi Inzaghi, <em>Camillo Sivori<\/em>, Zecchini, Milano 2004, p. 206.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Clicca sul podcast qui sotto se ti \u00e8 pi\u00f9 comodo ascoltare l&#8217;articolo invece di leggerlo: Dal 1837 fino al 1868 e cio\u00e8 oltre trent&#8217;anni. Tanti ne trascorse Giuseppe Mazzini a Londra, da esule. 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