{"id":2134,"date":"2020-03-14T13:53:24","date_gmt":"2020-03-14T11:53:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/?page_id=2134"},"modified":"2025-07-31T12:18:28","modified_gmt":"2025-07-31T10:18:28","slug":"call-for-papers","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/gud-design-2\/call-for-papers\/","title":{"rendered":"call for papers_Tipologia \/ Typology"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image size-full\">\r\n<figure class=\"aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"289\" class=\"wp-image-2330\" src=\"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/banner_02.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/banner_02.jpg 1200w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/banner_02-300x72.jpg 300w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/banner_02-1024x247.jpg 1024w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/banner_02-768x185.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n<div class=\"bfd-single-download\" id=\"bfd-single-download-5587\">\n\t\t<div class=\"bfd-single-row\">\n\n\t\t\t\t <div class=\"bfd-column bfd-single-button-container\">\n\t\t \t\t\t\t \t\t<a href=\"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/bfd_download\/call_11_tipologia_typology_012025\/\" title=\"Download Call_11_Tipologia_Typology_012025\" class=\"bfd-svg-container bfd-single-download-btn\" download>\n\t\t\t\t \t<svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"28\" height=\"30\" viewBox=\"0 0 28 30\" version=\"1.1\"><g stroke=\"none\" stroke-width=\"1\" fill=\"none\" fill-rule=\"evenodd\"><g transform=\"translate(-6.000000, -5.000000)\" fill=\"currentColor\"><path d=\"M26.7 21.7L21.7 21.7 21.7 5 18.3 5 18.3 21.7 13.3 21.7 20 28.3 26.7 21.7 26.7 21.7ZM6.7 31.7L6.7 35 33.3 35 33.3 31.7 6.7 31.7 6.7 31.7Z\"\/><\/g><\/g><\/svg>\n\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t <\/div>\n\t\t <div class=\"bfd-column\">\n\t\t \t<a href=\"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/bfd_download\/call_11_tipologia_typology_012025\/\" title=\"Download Call_11_Tipologia_Typology_012025\" class=\"bfd-download-meta\" download >\n\t\t\t \t<p class=\"bfd-download-title\"><strong>Call_11_Tipologia_Typology_012025<\/strong><\/p>\n\t\t\t \t\t\t\t \t<p class=\"bfd-bottom-zero\">\n\t\t\t \t\t<small>\n\t\t\t \t\t\tType: pdf\t\t\t \t\t<\/small>\n\t\t\t \t<\/p>\n\t\t\t <\/a>\n\t\t<\/div>\n\t\t <div class=\"bfd-column bfd-mime-col\">\n\t\t \t<object data=\"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/plugins\/better-file-download\/public\/partials\/..\/..\/colour-svg-file-types\/pdf.svg\" type=\"image\/svg+xml\" class=\"bfd-svg bfd-icon-img bfd-icon-single\"><\/object>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div> <!-- \/.single-download -->\n<br\/>\n\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" class=\"wp-image-5590\" style=\"width: 522px; height: auto;\" src=\"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GUD_paris-1024x1024.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GUD_paris-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GUD_paris-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GUD_paris-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GUD_paris-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GUD_paris-2048x2048.jpg 2048w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GUD_paris-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GUD_paris-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GUD_paris-40x40.jpg 40w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/>\r\n<figcaption class=\"wp-element-caption\">Rue du Mont-Cenis (Parigi, 18\u00b0 arrond.). Autocromia di St\u00e9phane Passet o Auguste L\u00e9on (indeterminato), 1918 circa.<\/figcaption>\r\n<\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u00a0Tipologia\/Typology [scadenza 18.4.2025]<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessun esame critico di una nozione architettonica si sottrae facilmente alla definizione preliminare dei suoi principi generali. Cos\u00ec, nelle sue numerose varianti di senso, il <em>tipo architettonico <\/em>\u00e8 oggi un concetto identificabile con una struttura formale, per il quale, anche nel perimetro della specializzazione disciplinare, appare ancora lecita l\u2019ampia domanda che poneva Giulio Carlo Argan nel secolo scorso: come si forma?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ipotesi che oggi possiamo formulare \u00e8 che sia il<em> discorso intorno al tipo<\/em> a segnare un prima e un dopo nel processo storico di definizione dell\u2019architettura, ci\u00f2 anche ammettendo che il tipo preesista alle forme nelle quali si manifesta o si \u00e8 manifestato. Non \u00e8 tanto il formarsi del tipo, quanto la sua lettura, non tanto l\u2019aspetto sintattico del fenomeno, quanto quello pienamente retorico, ad attribuirgli un ruolo decisivo nella costruzione dell\u2019architettura. Prima dell\u2019introduzione dell\u2019argomento tipologico, il discorso sull\u2019architettura si \u00e8 progressivamente precisato, nel suo sviluppo storico, accrescendo di complessit\u00e0 problemi basici che, tuttavia, potevano in ogni momento venire richiamati e ritrovati nella loro integrit\u00e0 ed essenzialit\u00e0 come prima della manipolazione. In altri termini, nella tradizione manualistica gli elementi costitutivi dell\u2019architettura vengono proposti come incomprimibili e continuamente disponibili, e il discorso vi si pu\u00f2 riferire in ogni momento senza rischio di apparire na\u00eff. Il riconoscimento dell\u2019esistenza del tipo oltre ogni costrutto logico o teorico ha prodotto un <em>agire per blocchi<\/em>, il suo essere <em>sintesi a priori<\/em> di un sistema culturale ha consentito l\u2019identificazione del fatto architettonico un istante prima del suo esserci. In questa chiave, tipo pu\u00f2 essere la concettualizzazione dell\u2019oggetto realizzato, ma al tempo stesso quella del programma pianificato per realizzarlo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come altre forme dell\u2019azione umana, l\u2019architettura costituisce una testimonianza del passato, anche di quello pi\u00f9 prossimo, e si dispiega secondo l\u2019ipotesi di base che il discorso sull\u2019architettura, saldato com\u2019\u00e8 alla continua disponibilit\u00e0 ed evidenza materiale delle fonti e dei fenomeni, possa vivere in condizione di deroga permanente, per effetto della quale non si esaurisca interamente nel campo retorico. Produce, il discorso, la sensazione di potersi generare dal principio in ogni momento, rimandando all\u2019esistenza di fondamenti eternamente in corso di valutazione. Una forma di <em>esegesi sociale<\/em>, dunque, sembra porsi alla base del discorso sull\u2019architettura e, dalla convinzione che le sue fonti siano un bene collettivo disponibile, emerge chiaramente il suo potenziale carattere persuasivo. Siamo portati a considerare le fonti come i presupposti profondi della nostra visione delle cose, ed \u00e8 la ragione per la quale siamo altrettanto indotti a ricorrere a loro ogni volta che ci troviamo di fronte alla valutazione di un\u2019esperienza complessa. L\u2019ipotesi della deroga concessa alla materia architettonica per consentirle di scartare dalla retorica perde, per\u00f2, consistenza se paragonata all\u2019insistenza con la quale compariamo le architetture a quelli che sentiamo essere i loro modelli, giacch\u00e9 un postulato retorico \u00e8 tale (e tanto pi\u00f9 efficace e denso) quanto pi\u00f9 si trasforma in un\u2019opinione diffusa. Ogni argomentazione che si fondi sul valore di tipi, anche dormienti, largamente condivisi e disponibili, produce, nel momento in cui viene attivata, una forza che trae origine da \u00abun materiale analogico, che viene facilmente ammesso perch\u00e9 non solo \u00e8 conosciuto, ma anche integrato, mediante il linguaggio, nella tradizione culturale\u00bb<a id=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 dunque legittimo, secondo quanto ci ricorda Argan<a id=\"_ftnref2\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>, il problema delle tipologie della architettura, sia nel processo ideativo e operativo dei singoli architetti, sia nel processo storico (laddove ogni autore anche se si ribella alla tradizione del suo ambiente, per il suo stesso ribellarsi vi partecipa). In questa prospettiva, architetture e discorsi sull\u2019architettura ci appaiono come prodotti di una dimensione storica sviluppati secondo procedimenti retorici, gli stessi all\u2019origine del discorso tipologico, conducendoci al punto da intendere l\u2019intero insieme dei discorsi sull\u2019architettura retrospettivamente leggibili in termini di tipo. \u00c8 il discorso sul tipo strumento di rivelazione di un modo in cui la societ\u00e0 trasmette quelle affermazioni culturali che, attraverso i fenomeni architettonici, emergono alla coscienza e si solidificano nella storia.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rileggiamo oggi quanto scriveva Marcello Rebecchini nel pieno del Novecento<a id=\"_ftnref3\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> (\u00abil rinnovato interesse che da qualche tempo a questa parte i problemi della tipologia vanno suscitando tra critici ed architetti, nasce dalla necessit\u00e0 di un <em>recupero<\/em>\u00bb), lo mettiamo in relazione con la letteratura critica che ha formato le generazioni di architetti in attivit\u00e0, con la pubblicistica scientifica, con la ricerca e con l\u2019azione didattica nel presente panorama internazionale delle scuole, e ci accorgiamo quanto l\u2019istanza alla quale egli si riferisce sia ancora sentita come necessaria da una consistente parte della cultura architettonica. In fondo, le domande che Vittorio Gregotti poneva nel 1985, in premessa a Casabella 509-510, sono ancora in piedi (\u00abQual \u00e8 oggi il ruolo che la riflessione sul tipo esercita sulla progettazione architettonica? Ha ancora senso oggi fondare una nuova certezza disciplinare sulla nozione di tipo? \u00c8 possibile, attraverso la tipologia, fondare una base progettuale comune?\u00bb), cos\u00ec come lo sono, nella loro intatta capacit\u00e0 di produrre questioni, le risposte che forniva Giancarlo De Carlo qualche pagina pi\u00f9 avanti: \u00abPer i trattatisti rinascimentali il \u201ctipo\u201d \u00e8 un \u201cmodello\u201d e non una \u201cprescrizione\u201d. La differenza \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 il modello \u00e8 una ipotesi e non un assioma, \u00e8 un quadro di riferimento e non di identificazione, \u00e8 una metafora e non un truismo; non \u00e8 da riprodurre, ma da imitare; non genera ripetizioni, ma concatenazioni. Inoltre \u2013 ed \u00e8 qui la questione pi\u00f9 importante \u2013 il destino del modello \u00e8 di essere deformato. La sua assenza teorica implica che assuma connotazioni diverse secondo le circostanze reali alle quali viene applicato\u00bb<a id=\"_ftnref4\" href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>.<\/p>\r\n\r\n\r\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn1\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Perelman, C., Olbrecht-Tyteca, L. (1966). <em>Trattato dell\u2019argomentazione: la nuova retorica<\/em>. Torino: Einaudi, 427.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn2\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Argan, G.C. (1965). <em>Sul concetto di tipologia architettonica<\/em>, in <em>Progetto e destino<\/em>, Milano: Il Saggiatore, 75-81.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn3\" href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Rebecchini, M. (1966). \u00abAttuali indirizzi nella ricerca tipologica\u00bb, <em>Rassegna di architettura e urbanistica<\/em>, 6, 60-73.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn4\" href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> De Carlo, G. (1985). \u00abNote sulla incontinente ascesa della tipologia\u00bb, <em>Casabella<\/em>, 509-510, 46-51.<\/p>\r\n\r\n\r\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\r\n\r\n\r\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u00a0Call for papers \/ TYPOLOGY<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No critical examination of an architectural notion can easily avoid the<br \/>preliminary definition of its general principles. Thus, in its numerous variations<br \/>of meaning, the architectural type today is a concept identifiable with a formal<br \/>structure, for which\u2014even within the confines of disciplinary specialization\u2014<br \/>the broad question posed by Giulio Carlo Argan in the last century still seems<br \/>legitimate: how is it formed?<br \/>The hypothesis we can now put forward is that it is the discourse around the type<br \/>that marks a before and after in the historical process of defining architecture\u2014<br \/>even while admitting that the type may pre-exist the forms through which it<br \/>manifests, or has manifested, itself. It is not so much the formation of the type,<br \/>but its interpretation\u2014not so much the syntactic aspect of the phenomenon,<br \/>but the fully rhetorical one\u2014that grants it a decisive role in the construction of<br \/>architecture. Before the introduction of the typological argument, architectural<br \/>discourse progressively took shape in its historical development by increasing<br \/>the complexity of basic problems which, however, could at any time be<br \/>recalled and rediscovered in their integrity and essentiality, as if untouched<br \/>by manipulation. In other words, in the tradition of architectural manuals, the<br \/>constitutive elements of architecture are presented as irreducible and constantly<br \/>available, and discourse can refer to them at any moment without the risk of<br \/>appearing na\u00efve. The recognition of the type\u2019s existence beyond any logical or<br \/>theoretical construct has led to action by blocks; its being an a priori synthesis of a<br \/>cultural system has allowed the identification of the architectural fact an instant<br \/>before its actual existence. In this light, \u201ctype\u201d may be the conceptualization<br \/>of the built object, but at the same time also that of the program designed to<br \/>realize it. Like other forms of human action, architecture constitutes a testimony<br \/>of the past, even the most recent one, and unfolds based on the fundamental<br \/>hypothesis that architectural discourse\u2014closely tied as it is to the continuous<br \/>availability and material evidence of sources and phenomena\u2014can exist in<br \/>a state of permanent exception, whereby it does not exhaust itself entirely<br \/>within the rhetorical realm. This discourse creates the sensation of being able<br \/>to regenerate itself from the beginning at any moment, referring back to the<br \/>existence of foundations that are perpetually under evaluation.<br \/>A form of social exegesis, then, seems to underlie the discourse on architecture;<br \/>and from the conviction that its sources are a shared collective asset, its<br \/>persuasive potential clearly emerges. We are led to consider sources as the<br \/>deep premises of our worldview, and this is the reason we are equally inclined<br \/>to refer back to them whenever we are confronted with the evaluation of a<br \/>complex experience. However, the hypothesis of a rhetorical exception granted<br \/>to architectural material loses consistency when compared to the insistence<br \/>with which we compare architecture to what we feel are its models. Indeed, a<br \/>rhetorical postulate is such (and all the more effective and dense) the more it<br \/>becomes a widely shared opinion. Every argument based on the value of types<br \/>\u2013 even dormant ones, broadly shared and available \u2013 generates, when activated,<br \/>a force that originates from \u00abun materiale analogico, che viene facilmente<br \/>ammesso perch\u00e9 non solo \u00e8 conosciuto, ma anche integrato, mediante il<br \/>linguaggio, nella tradizione culturale\u00bb1.<br \/>It is therefore legitimate, as Argan 2 reminds us, to address the issue of typologies<br \/>in architecture \u2013 both in the design and operational process of individual<br \/>architects, and in the historical process (where each author, even when rebelling<br \/>against the tradition of their environment, by rebelling, still participates in it).<br \/>From this perspective, both architectures and discourses on architecture appear<br \/>as products of a historical dimension developed through rhetorical procedures<br \/>\u2013 the same ones at the origin of typological discourse \u2013 leading us to understand<br \/>the entire body of discourse on architecture as retrospectively readable in terms<br \/>of type. The discourse on type thus becomes a tool for revealing the way in<br \/>which society transmits those cultural statements that, through architectural<br \/>phenomena, emerge into consciousness and solidify into history.<br \/>We reread today what Marcello Rebecchini wrote in the mid-20th century3<br \/>(\u00abil rinnovato interesse che da qualche tempo a questa parte i problemi della<br \/>tipologia vanno suscitando tra critici ed architetti, nasce dalla necessit\u00e0 di un<br \/>recupero\u00bb), and we relate it to the critical literature that shaped generations of<br \/>practicing architects, to scientific publications, to research, and to contemporary<br \/>educational practices in today\u2019s international academic landscape. We then<br \/>realize how the demand he refers to is still felt as necessary by a significant part<br \/>of architectural culture.<br \/>Ultimately, the questions posed by Vittorio Gregotti in 1985, in the introduction<br \/>to Casabella 509\u2013510, remain open ( \u00abQual \u00e8 oggi il ruolo che la riflessione sul<br \/>tipo esercita sulla progettazione architettonica? Ha ancora senso oggi fondare<br \/>una nuova certezza disciplinare sulla nozione di tipo? \u00c8 possibile, attraverso la<br \/>tipologia, fondare una base progettuale comune?\u00bb ), as do the responses offered<br \/>by Giancarlo De Carlo a few pages later, in their intact capacity to raise issues:<br \/>\u00abPer i trattatisti rinascimentali il \u201ctipo\u201d \u00e8 un \u201cmodello\u201d e non una \u201cprescrizione\u201d.<br \/>La differenza \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 il modello \u00e8 una ipotesi e non un assioma,<br \/>\u00e8 un quadro di riferimento e non di identificazione, \u00e8 una metafora e non un truismo; <br \/>non \u00e8 da riprodurre, ma da imitare; non genera ripetizioni, ma<br \/>concatenazioni. Inoltre \u2013 ed \u00e8 qui la questione pi\u00f9 importante \u2013 il destino<br \/>del modello \u00e8 di essere deformato. La sua assenza teorica implica che assuma<br \/>connotazioni diverse secondo le circostanze reali alle quali viene applicato\u00bb 4.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Valter Scelsi<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\"><br \/><strong>Notes<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-list\">\r\n<li>De Carlo, G. (1985). \u00abNote sulla incontinente ascesa della tipologia\u00bb. Casabella, 509-510, 46-51<\/li>\r\n<\/ol>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2. Perelman, C., Olbrecht-Tyteca, L. (1966). Trattato dell\u2019argomentazione: la nuova retorica. Torino:<br \/>Einaudi, 427.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3. Argan, G.C. (1965). Sul concetto di tipologia architettonica, in Progetto e destino. Milano: Il<br \/>Saggiatore, 75-81.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4. Rebecchini, M. (1966). \u00abAttuali indirizzi nella ricerca tipologica\u00bb. Rassegna di architettura e<br \/>urbanistica, 6, 60-73.<\/p>\r\n\r\n\r\n<div class=\"bfd-single-download\" id=\"bfd-single-download-5587\">\n\t\t<div class=\"bfd-single-row\">\n\n\t\t\t\t <div class=\"bfd-column bfd-single-button-container\">\n\t\t \t\t\t\t \t\t<a href=\"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/bfd_download\/call_11_tipologia_typology_012025\/\" title=\"Download Call_11_Tipologia_Typology_012025\" class=\"bfd-svg-container bfd-single-download-btn\" download>\n\t\t\t\t \t<svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"28\" height=\"30\" viewBox=\"0 0 28 30\" version=\"1.1\"><g stroke=\"none\" stroke-width=\"1\" fill=\"none\" fill-rule=\"evenodd\"><g transform=\"translate(-6.000000, -5.000000)\" fill=\"currentColor\"><path d=\"M26.7 21.7L21.7 21.7 21.7 5 18.3 5 18.3 21.7 13.3 21.7 20 28.3 26.7 21.7 26.7 21.7ZM6.7 31.7L6.7 35 33.3 35 33.3 31.7 6.7 31.7 6.7 31.7Z\"\/><\/g><\/g><\/svg>\n\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t <\/div>\n\t\t <div class=\"bfd-column\">\n\t\t \t<a href=\"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/bfd_download\/call_11_tipologia_typology_012025\/\" title=\"Download Call_11_Tipologia_Typology_012025\" class=\"bfd-download-meta\" download >\n\t\t\t \t<p class=\"bfd-download-title\"><strong>Call_11_Tipologia_Typology_012025<\/strong><\/p>\n\t\t\t \t\t\t\t \t<p class=\"bfd-bottom-zero\">\n\t\t\t \t\t<small>\n\t\t\t \t\t\tType: pdf\t\t\t \t\t<\/small>\n\t\t\t \t<\/p>\n\t\t\t <\/a>\n\t\t<\/div>\n\t\t <div class=\"bfd-column bfd-mime-col\">\n\t\t \t<object data=\"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-content\/plugins\/better-file-download\/public\/partials\/..\/..\/colour-svg-file-types\/pdf.svg\" type=\"image\/svg+xml\" class=\"bfd-svg bfd-icon-img bfd-icon-single\"><\/object>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div> <!-- \/.single-download -->\n<br\/>\n\n<p>\n<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00a0Tipologia\/Typology [scadenza 18.4.2025] Nessun esame critico di una nozione architettonica si sottrae facilmente alla definizione preliminare dei suoi principi generali. Cos\u00ec, nelle sue numerose varianti di senso, il tipo architettonico \u00e8 oggi un concetto identificabile con una struttura formale, per il quale, anche nel perimetro della specializzazione disciplinare, appare ancora lecita l\u2019ampia domanda che <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/gud-design-2\/call-for-papers\/\">Leggi&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2330,"parent":1988,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_ppp_document_settings_meta":"","_mc_calendar":[],"footnotes":""},"class_list":["post-2134","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2134","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2134"}],"version-history":[{"count":58,"href":"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2134\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5713,"href":"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2134\/revisions\/5713"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1988"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2330"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.stefanotermaninieditore.it\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2134"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}