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La storia di Genova, narrata da Carlo degli Abbati con la piacevolezza di un romanzo: dal Mille fino al Congresso di Vienna.
Il “volo del grifo”, che condusse la Genova medievale a diventare, da borgo sorto sulle sponde di un “mare senza pesci” e ai piedi di “montagne senza legna”, una delle città più ricche del mondo.
Cinque “ritratti” si aggiungono, a cura di Stefano Termanini, nella seconda parte del libro, figure “tipiche”, emblematiche, della varia umanità genovese: Giovanni Scriba, il notaio, Caterina Fieschi Adorno, la santa della carità, Andrea Doria, l’ammiraglio e l’uomo di Stato, Luca Cambiaso, il pittore innovatore, Andrea Spinola, il “filosofo” politico.
Description
Tra Cinque e Seicento Genova è stata la “banca” d’Europa. Non si esagerava quando si diceva che l’oro e l’argento americani trovavano sepoltura nei forzieri dei genovesi. Genova si fece, allora, immensamente ricca; l’oro e l’argento perlopiù vennero reinvestiti, in parte rimasero nei forzieri, in parte, infine, si trasformarono in quei palazzi – «di gentilhuomini particolari», eppure degni, ciascuno, di un principe – che tanto colpirono Peter Paul Rubens, durante il suo soggiorno del 1607.
C’è un prima, in questa storia, che Carlo degli Abbati racconta, seguendo le trame che legano Genova al mondo. Come sempre, c’è anche un dopo. C’è – prima – il Medioevo degli intraprendenti mercanti genovesi, che popolano le coste del Mediterraneo Orientale, vi si insediano, vi costruiscono fondaci e relazioni. Che fanno del Mar Nero un mare genovese. Che importano la seta dall’Oriente e concedono le proprie navi – mai senza trarne lucrosi benefici – ai Crociati, ai principi desiderosi di porre un argine all’espansione turca. C’è il dopo degli investimenti finanziari che rendono Genova una potenza europea.
Nella seconda parte del libro, che alla prima puntualmente si riferisce, Stefano Termanini si prova a restituire il ritmo quotidiano della città attraverso «Cinque ritratti genovesi». Leggiamo così di Giovanni “Scriba”, che traduce in parola scritta la vita di ogni giorno; di Caterina Fieschi Adorno, santa che non fa miracoli, ma che alla carità si consacra fino a lasciarsene consumare; Andrea Doria, l’ammiraglio, l’uomo di Stato, il principe che rifonda e sorveglia la città, ma che si astiene dal governarla; Luca Cambiaso, l’artista che si inventa un “cubismo” rinascimentale e che il suo nuovo stile esporta alla corte spagnola, dove tanti suoi concittadini continuano a essere “di casa”; Andrea Spinola, il Machiavelli (e un po’ anche il Guicciardini) genovese.
Storie che si intrecciano, destini che si incrociano. Genova, il suo fondale mediterraneo, i genovesi, raccontati come un romanzo della storia; Genova, da dove viene, ciò che diventa. I suoi caratteri, i fatti che ne hanno deciso le sorti.
Carlo degli Abbati è docente di Storia dei Paesi musulmani presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia della Università di Trento e cultore della materia di Diritto europeo presso il Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell’Università di Genova.
Già docente di dottorato presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali (DISPI) e professore Jean Monnet di Diritto europeo, insegna Diritto dell’Unione Europea e Organizzazioni internazionali presso il Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell’Università di Genova. È stato responsabile del controllo della cooperazione internazionale della UE con i PVS di Asia, America Latina e Mediterraneo presso la Corte Europea dei Conti a Lussemburgo.
È autore di numerose opere, fra cui: Appunti da un pianeta globale. America Latina e Caraibi, De Ferrari, Genova, 2010; Afganistan futuro cercasi (con Pietro Pistolese), Genoa University Press, Genova, 2012; Il radicalismo nel nome dell’Islam. Una responsabilità condivisa?, Aracne, Roma, 2013 e Persée, Parigi, 2014; Libia passato e presente. Tribù e milizie nel destino libico, Stefano Termanini Editore, Genova, 2021; Asie Centrale. Histoire. Economie. Permanences, L’Harmattan, Parigi, 2021; Perché credere in questa Europa?, Stefano Termanini Editore, Genova, 2022 [ed. francese L’Harmattan, 2024].
Stefano Termanini è editore, autore e giornalista.
Dopo la laurea (Università di Genova, 1995) e il dottorato di ricerca (Università di Pavia, 2001), dal 2005 al 2009 ha insegnato Letteratura italiana presso la sede italiana di Boston University, a Padova.
Dal 2017 al 2025 è stato presidente del Comitato dei Fondatori di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova.
Titolare della casa editrice che pubblica sotto i marchi Serel International e Stefano Termanini Editore, ha curato l’edizione di oltre 160 libri. È direttore delle riviste scientifiche «GUD» e «Arti & Spettacolo»..
Ha scritto spesso di Genova e della sua storia. Con Alessandra Lancellotti e Roberto Orlando ha pubblicato il volume in due tomi «Una nave ormeggiata in Valpolcevera», sui tre anni di storia e di lavoro dal Morandi al ponte Genova San Giorgio (2021). Con Roberto Orlando, è autore di Genova Infinita (2024) e di Verde Liguria (2025). Con Roberto Iovino, ha curato il volume Nevio Zanardi una vita per l’arte. L’avventura de ‘i Cameristi’ (2025).




